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Le giurisdizioni penali in Francia


Struttura, competenze e funzionamento (con richiami comparativi al sistema italiano)


Per un avvocato italiano, il sistema penale francese è insieme “familiare” e “spiazzante”. Familiare perché la tripartizione classica contravvenzioni–delitti–crimini riecheggia, in termini funzionali, la distinzione italiana tra illeciti minori e reati più gravi; spiazzante perché la Francia ha costruito nel tempo un equilibrio peculiare tra giurisdizioni di giudizio, ruolo del pubblico ministero, giudice istruttore (in alcuni casi), e un’architettura di giurisdizioni specializzate che intervengono su criminalità organizzata, terrorismo e finanza pubblica.


Questo articolo, pensato per colleghi italiani, propone una mappa ragionata delle giurisdizioni penali francesi, con un taglio pratico: chi giudica cosa, con quale composizione, secondo quali regole “cardine”, e quali sono i passaggi procedurali che portano un dossier dal primo atto d’indagine alla decisione definitiva. Ho inserito, dove utile, raffronti con l’ordinamento italiano (giudice di pace/tribunale/corte d’assise; monocratico/collegiale; giudici popolari; indagini preliminari e filtri; impugnazioni), non per fare teoria comparata, ma per evitare equivoci che, nelle pratiche transfrontaliere, diventano rapidamente errori operativi.



Parte I — La “mappa” delle giurisdizioni penali francesi: giudici, competenze e specializzazioni


I.A — Le giurisdizioni di diritto comune: dalla contravvenzione al crimine (tribunal de police, tribunal correctionnel, cour d’assises, cour criminelle départementale)


1) Il criterio di base: la classificazione tripartita delle infrazioni


Nel diritto francese, la competenza delle giurisdizioni di giudizio si comprende a partire da un criterio essenziale: la classificazione delle infrazioni in contraventions, délits e crimes. A ciascun livello corrisponde, tendenzialmente, una giurisdizione di primo grado:

  • le contravvenzioni sono giudicate dal tribunal de police;

  • i delitti dal tribunal correctionnel;

  • i crimini dalla cour d’assises (o, per una parte dei crimini, dalla cour criminelle départementale, introdotta per “alleggerire” il carico delle assise e accelerare il giudizio).


Questa architettura, sul piano comparativo, può essere letta così: il tribunal de police svolge un ruolo che ricorda, per “scala” e tipologia, alcune competenze del giudice di pace penale (dove esiste) o comunque dei giudizi su illeciti minori; il tribunal correctionnel è l’equivalente funzionale del tribunale ordinario penale italiano; la cour d’assises richiama la nostra Corte d’assise (con giudici togati e popolari), mentre la cour criminelle départementale introduce un modello “ibrido” che non ha un gemello perfetto in Italia.


2) Il tribunal correctionnel: la giurisdizione “centrale” del penale francese


Il tribunal correctionnel è spesso, nella pratica, la giurisdizione più frequente e “massiva” del contenzioso penale francese. Il Codice di procedura penale stabilisce in modo diretto che esso “conosce dei delitti” e precisa la nozione legale di delitto in relazione al tipo di pena prevista.


La competenza territoriale segue criteri analoghi a quelli che un penalista italiano riconosce: luogo di commissione, residenza dell’imputato, luogo di arresto o detenzione, con regole tecniche di dettaglio che il CPP articola.


Sul piano dell’organizzazione giudiziaria, il Code de l’organisation judiciaire distingue capitoli dedicati alle giurisdizioni penali di diritto comune, includendo espressamente il tribunal correctionnel e il tribunal de police.


Comparazione con l’Italia (tribunale monocratico/collegiale).In Italia il “cuore” del primo grado penale è il tribunale ordinario, che opera in composizione monocratica o collegiale a seconda della competenza, secondo le attribuzioni delineate dal codice di procedura penale (si pensi, ad esempio, alle attribuzioni del tribunale in composizione collegiale).

Il confronto utile qui non è terminologico (tribunal ≠ tribunale), ma funzionale: in entrambi i Paesi, la maggior parte dei reati “non da assise” si concentra sul giudice ordinario di primo grado, con una gestione molto dipendente dalle prassi organizzative e dai riti alternativi.


3) Il tribunal de police: la risposta “giurisdizionale” all’illecito minore


Il tribunal de police giudica le contravvenzioni. Anche se il contenzioso può apparire “minore”, per lo studio legale non lo è sempre: contravvenzioni e sanzioni possono interagire con patente, assicurazioni, recidive, conseguenze amministrative e professionali.

Sul piano ordinamentale, il COJ dedica un capitolo specifico al tribunal de police all’interno delle giurisdizioni penali di diritto comune.


Comparazione con l’Italia.Il riferimento italiano più immediato, per scala e semplificazione, è la competenza del Giudice di pace in materia penale (laddove ricorra) e, più in generale, la gestione dei reati di minore gravità che non richiedono un giudizio collegiale. Il CSM, in una presentazione istituzionale, riepiloga la struttura della giurisdizione di primo grado includendo giudice di pace e tribunale ordinario.


4) La cour d’assises: crimini, giudici togati e giurati


La cour d’assises è la giurisdizione “simbolo” del penale francese: giudica i crimes, cioè le infrazioni più gravi, secondo una tradizione che associa al giudizio una componente di giurati (jurés) estratti e una componente di giudici togati (magistrats).


Il CPP dedica una sezione organica alla composizione della cour d’assises, con articoli che regolano presidenza, assesseurs e assetto del collegio e del jury.


Comparazione con l’Italia: la Corte d’assise e i giudici popolari. In Italia la Corte d’assise è disciplinata da una legge specifica (L. 10 aprile 1951, n. 287) che organizza il giudizio con giudici togati e giudici popolari e regola in modo analitico la formazione delle liste e degli albi dei giudici popolari. Il parallelismo è intuitivo: entrambi i sistemi mantengono una forma di giudizio “misto” per i fatti più gravi. La differenza, però, emerge su due livelli: (i) il perimetro dei crimini/reati da assise e le riforme recenti; (ii) la presenza, in Francia, della cour criminelle départementale come alternativa per una quota di crimini.


5) La cour criminelle départementale: un “ponte” tra assise e giustizia professionale


La cour criminelle départementale è uno dei punti più interessanti del sistema francese contemporaneo. In sintesi, giudica in primo grado alcune categorie di crimini commessi da maggiorenni, puniti con 15 o 20 anni di reclusione, quando non ricorre la recidiva legale, e secondo ulteriori condizioni (ad esempio in tema di coaccusati). Il CPP disciplina la competenza in modo espresso.


Dal punto di vista comparativo, questa scelta francese può essere letta come un tentativo di “razionalizzare” il giudizio dei crimini meno eccezionali, riducendo il ricorso sistematico alla giuria popolare. In Italia, una soluzione perfettamente sovrapponibile non esiste: la Corte d’assise resta il giudice naturale dei delitti più gravi rientranti nella sua competenza, secondo la distribuzione delineata dall’ordinamento.


Il sistema francese aggiunge inoltre una regola chiara per l’appello delle decisioni della cour criminelle départementale: l’appello è esaminato dalla cour d’assises secondo il regime previsto per l’appello degli arrêt delle assise.



I.B — Giurisdizioni specializzate e snodi di controllo: istruzione, libertà individuali, criminalità organizzata, terrorismo, minori (con confronti italiani)


Se la Parte I.A descrive “chi giudica” in base alla gravità dell’infrazione, questa sezione spiega “chi entra in gioco” quando il dossier richiede competenze specialistiche, controlli sulle libertà fondamentali o una canalizzazione procedurale diversa.


1) Il giudice dell’istruzione e la logica del controllo: dall’instruction al filtro


Il processo penale francese conserva, accanto a forme di procedura più “dirette”, una componente istruttoria importante: in alcuni dossier complessi (tipicamente crimini e casi articolati), può essere aperta un’instruction con intervento del juge d’instruction. Questo profilo non è sempre centrale in ogni procedimento, ma resta strutturale nel sistema.


Comparazione con l’Italia: GIP/GUP e indagini preliminari. L’Italia ha una separazione molto marcata tra indagini preliminari e fasi di giudizio, con figure come il giudice per le indagini preliminari e il giudice dell’udienza preliminare; la competenza del tribunale in composizione collegiale e la struttura della giurisdizione di primo grado sono descritte nel quadro istituzionale nazionale. La differenza “culturale” è questa: in Francia l’instruction (quando esiste) è spesso percepita come una fase in cui il giudice ha un ruolo attivo nella ricerca della verità (pur in un quadro garantista); in Italia, dopo la riforma del 1988, la dialettica è più marcatamente accusatoria, con un giudice che controlla e filtra ma non “dirige” l’indagine nello stesso modo.


2) La tutela delle libertà individuali: il giudice delle libertà e della detenzione


Uno snodo pratico essenziale nel sistema francese è il controllo sulle misure privative o limitative della libertà (custodia cautelare, proroghe, ecc.), che coinvolge il giudice competente per le libertà e la detenzione. È un punto che, nella gestione di un cliente italiano in Francia, richiede un’attenzione particolare, perché il vocabolario e le finestre temporali di intervento possono differire sensibilmente.


Comparazione con l’Italia: misure cautelari e giudice competente.Anche in Italia la custodia cautelare e le misure coercitive sono soggette a riserva di giurisdizione e controlli stringenti, ma i “canali” (riesame, appello cautelare, ecc.) e la sequenza procedurale non si sovrappongono automaticamente al modello francese. È uno dei casi in cui il collega italiano deve resistere alla tentazione di “tradurre” istituti in modo meccanico.


3) Le giurisdizioni specializzate: criminalità organizzata e terrorismo


La Francia, come l’Italia, ha sviluppato strumenti di specializzazione giudiziaria per la criminalità organizzata e per fenomeni ad alta intensità investigativa.


Sul piano delle giurisdizioni di giudizio e dell’organizzazione, il COJ contiene un titolo dedicato alle juridictions pénales spécialisées, segnalando che l’ordinamento distingue in modo espresso il diritto comune dalle competenze specialistiche.


Comparazione con l’Italia: distrettualità e specializzazioni. In Italia la specializzazione, in materia di criminalità organizzata e terrorismo, passa in larga misura attraverso la dimensione distrettuale, le procure specializzate e la ripartizione di competenza; la logica è affine: concentrare competenze, strumenti e coordinamento dove l’intensità del fenomeno lo richiede. Ma la “mappa” francese non coincide con quella italiana: i punti di ingresso e le giurisdizioni di sbocco possono essere diversi.


4) Le giurisdizioni dei minori


Il diritto francese prevede una struttura specifica per i minori, con giurisdizioni dedicate e regole adattate. Il Code de l’organisation judiciaire include un Libro dedicato alle juridictions des mineurs, e menziona anche la cour d’assises des mineurs con articoli specifici.


Comparazione con l’Italia: tribunale per i minorenni e competenze. In Italia la giurisdizione minorile ha tradizionalmente un impianto autonomo (tribunale per i minorenni, procure minorili, ecc.). Anche qui l’analogia è di struttura, non di dettaglio: cambiano competenze, riti e prassi, ma il principio comune è che il minore non è giudicato come un adulto.



Parte II — Come funziona, in concreto, il penale in Francia: dal primo atto d’indagine alle impugnazioni (con confronti mirati al processo italiano)


II.A — Il percorso verso il giudizio: indagini, alternative, riti “accelerati” e forme di definizione


1) Dal fatto-reato al fascicolo: enquête e decisioni del pubblico ministero


Il processo penale francese si apre spesso con una enquête (indagine) condotta sotto la direzione o il controllo del parquet (pubblico ministero). È un punto in cui la comparazione con l’Italia va maneggiata con precisione.


Comparazione con l’Italia: autonomia del PM e struttura costituzionale. In Italia il pubblico ministero appartiene all’ordine giudiziario e gode di un alto grado di autonomia funzionale; la cornice istituzionale complessiva è descritta anche nelle presentazioni ufficiali del sistema giudiziario. In Francia, pur essendo il PM un magistrato, la sua collocazione e la sua relazione con l’esecutivo sono storicamente oggetto di discussione dottrinale e giurisprudenziale: per il pratico, la conseguenza è che la gestione delle priorità e delle linee di politica penale può avere un’impronta più “direttiva” rispetto al modello italiano. Ciò non significa minori garanzie, ma significa un diverso modo di “reggere” l’azione penale.


2) Alternative al processo e selezione dei casi


Come in Italia (dove esistono archiviazione, messa alla prova in determinate ipotesi, riti alternativi), anche in Francia esiste una gamma di meccanismi che consentono di evitare il giudizio pieno o di orientare il dossier verso una definizione più rapida. Dal punto di vista dello studio, questi strumenti sono cruciali perché incidono su tempi, strategia difensiva e gestione probatoria.


L’errore tipico, in un dossier franco-italiano, è presumere che la “chiusura rapida” equivalga sempre a un esito favorevole: spesso una definizione rapida porta con sé effetti collaterali (fedina penale, conseguenze amministrative, restrizioni professionali) che vanno valutati ex ante.


3) L’invio a giudizio e la competenza: la bussola delle giurisdizioni di giudizio


Quando il dossier arriva a giudizio, il primo nodo pratico è la corretta identificazione della giurisdizione competente. Sul lato correctionnel, come già visto, la competenza del tribunal correctionnel è definita dal CPP, e la competenza può estendersi anche a fatti connessi o indivisibili.


Per i crimini, occorre distinguere tra la via “classica” della cour d’assises e la competenza della cour criminelle départementale per la fascia di crimini specificamente indicata dal CPP.


Comparazione con l’Italia: attribuzioni e riparti di competenza. In Italia la competenza del tribunale collegiale è definita in modo analitico dal codice di procedura penale. normattiva. La funzione comparativa qui è semplice: in entrambi i sistemi il “riparto” è una questione tecnica che decide la strategia. Ma in Francia la presenza della cour criminelle départementale aggiunge un livello ulteriore di complessità: il difensore deve verificare non solo “crimine sì/no”, ma anche se il crimine rientra nella fascia e nelle condizioni che spostano il giudizio dalla giuria a un collegio professionale.


4) La dimensione probatoria e la gestione dell’udienza


Nel giudizio correctionnel la gestione dell’udienza è spesso più “razionalizzata” (tempi compressi, fascicoli numerosi, attenzione alla personalità dell’imputato e ai precedenti), mentre nelle assise l’udienza è strutturalmente più lunga e concentrata, con dinamiche di persuasione e narrazione che un penalista italiano riconosce bene nelle Corti d’assise.


La differenza, però, è che in Francia la logica del jury e la cultura della cour d’assises hanno un peso storico e simbolico particolare; la normativa sulla composizione e sul funzionamento del collegio e dei giurati è dettagliata.


In Italia, la legge di riordino dei giudizi di assise disciplina in modo specifico formazione e gestione degli albi dei giudici popolari, e ciò influisce sulle prassi locali. Questi paralleli sono utili quando si spiega al cliente italiano perché il giudizio in assise “non è un correctionnel più grave”: cambia il formato, cambia la psicologia dell’udienza, cambiano i tempi.



II.B — Impugnazioni, controllo di legittimità e “stabilità” della decisione: appello e Cassazione (con note comparate)


1) Appello nel sistema francese: una logica oggi pienamente “a due gradi”


Per l’avvocato italiano, abituato a un doppio grado pieno (appello) e poi al controllo di legittimità (Cassazione), il sistema francese appare oggi più vicino di quanto non fosse storicamente. L’appello è parte integrante del modello contemporaneo, con regole differenziate a seconda della giurisdizione.


Un passaggio particolarmente interessante, in chiave di modernizzazione, è il collegamento tra cour criminelle départementale e cour d’assises in sede di appello: il CPP stabilisce che l’appello delle decisioni della cour criminelle départementale è esaminato dalla cour d’assises secondo il regime dell’appello degli arrêt delle assise.


Questo dettaglio merita attenzione perché mostra la funzione sistemica della cour d’assises: anche quando una parte dei crimini è giudicata in primo grado senza giuria, il secondo grado torna a innestarsi sul “formato” delle assise.


2) Il controllo di legittimità: la Cour de cassation (chambre criminelle) e la funzione nomofilattica


Come in Italia, anche in Francia la Cassazione non è un terzo grado di merito: esercita un controllo di legittimità, con una funzione unificante sull’interpretazione della norma e sulla regolarità procedurale. Per l’avvocato transfrontaliero, questo significa: l’argomentazione cambia; si passa dal “fatto” al “diritto” e ai vizi di forma, e il fascicolo deve essere costruito in modo da preservare i motivi di ricorso.


Comparazione con l’Italia: Cassazione penale e filtri. In Italia, la Cassazione penale svolge una funzione analoga di nomofilachia, con regole e filtri specifici sul ricorso. La differenza, nella pratica, è spesso nella “cultura redazionale”: in Francia il ricorso deve innestarsi su vizi e motivi tipici, e la preparazione del dossier in primo e secondo grado condiziona fortemente la praticabilità del pourvoi.


3) Stabilità della decisione e gestione degli effetti: perché il “tempo” conta


Una delle differenze pratiche più sottovalutate nei dossier franco-italiani è la gestione del tempo processuale: termini, decadenze, e impatto della decisione su status amministrativi (permessi, interdizioni, registri). Anche se l’articolo qui si concentra sulle giurisdizioni, il punto operativo è inevitabile: la scelta del rito e della strada di impugnazione può cambiare non solo l’esito, ma la “vita” del cliente per anni.

In Italia, l’avvocato è abituato a ragionare con un sistema di impugnazioni strutturato e con un’ampia esperienza di sospensive e misure; in Francia, molte leve esistono, ma l’architettura e le finestre temporali non sono identiche: chi lavora con clienti italiani deve anticipare questi scarti.



Conclusione


Le giurisdizioni penali francesi si comprendono con due chiavi:

  1. la chiave verticale della gravità (contravvenzioni → delitti → crimini), che porta da tribunal de police a tribunal correctionnel fino alla cour d’assises, con l’innesto moderno della cour criminelle départementale per una fascia di crimini definita dal CPP;

  2. la chiave orizzontale della specializzazione (minori, criminalità organizzata, terrorismo, ecc.), che il COJ riconosce come segmento autonomo dell’organizzazione giudiziaria penale.


Il confronto con l’Italia aiuta a evitare un errore tipico: immaginare che la “traduzione” dei nomi equivalga alla traduzione dei regimi. In realtà, il penalista italiano che opera su fascicoli francesi deve tenere presente almeno tre differenze operative ricorrenti:

  • la presenza di un’alternativa alla giuria popolare per una parte dei crimini (cour criminelle départementale);

  • la diversa geometria tra indagini, filtri e ruolo dei giudici nella fase pre-dibattimentale;

  • i meccanismi di appello e di controllo di legittimità, che richiedono una costruzione “anticipata” del dossier per preservare i motivi.

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