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Il cliente francese non paga: ingiunzione di pagamento, procedura europea ed esecuzione forzata in Francia

6 ott
Tempo di lettura: 38 min

La merce è stata consegnata, il servizio è stato eseguito, la fattura è scaduta. Il cliente francese promette un bonifico, chiede un’altra settimana, poi smette di rispondere. Per il fornitore italiano il problema non è soltanto ottenere una decisione favorevole: è scegliere un percorso che consenta di raggiungere, in tempo utile, il patrimonio sul quale quella decisione dovrà essere eseguita.


Un credito verso un cliente francese può essere recuperato attraverso una procedura francese, una procedura europea oppure l’esecuzione in Francia di un titolo giudiziario italiano. La scelta dipende dal giudice competente, dalla documentazione disponibile, dall’esistenza di contestazioni e dalla situazione patrimoniale del debitore. Il valore della fattura conta, ma non decide tutto.


L’ingiunzione di pagamento europea non crea un tribunale europeo al quale rivolgersi indistintamente. La procedura per le controversie di modesta entità non è riservata ai consumatori. E un decreto ingiuntivo italiano non deve necessariamente essere seguito da una seconda causa francese: quando ricorrono le condizioni del regolamento Bruxelles I bis, può essere eseguito in Francia senza exequatur, rispettando le formalità europee e le regole francesi dell’esecuzione.


Il punto di partenza è quindi una distinzione: accertare il credito, ottenere un titolo esecutivo e incassare il denaro sono tre passaggi diversi. Organizzarli insieme permette di evitare un contenzioso formalmente riuscito ma economicamente inutile.


I. Ottenere il titolo giusto: la procedura dipende prima dal contratto e dalla contestazione, poi dall’importo


A. Prima della domanda giudiziale, ricostruire il credito, individuare il debitore e verificare la giurisdizione


La fattura è il punto di partenza del fascicolo, non sempre la prova sufficiente del credito


Il creditore conosce la propria operazione commerciale. Il giudice, invece, ne conosce soltanto ciò che emerge dagli atti. Una fattura dimostra che il fornitore ha contabilizzato e richiesto una somma; non risolve necessariamente una discussione sull’ordine, sul prezzo accettato, sulla consegna o sulla conformità della prestazione.


Il fascicolo dovrebbe permettere di seguire una sequenza semplice: chi ha ordinato, che cosa è stato accettato, come il contratto è stato eseguito, quando il pagamento è diventato esigibile, quali somme sono rimaste insolute. Un ordine sottoscritto, una conferma inviata dal cliente, un documento di trasporto firmato, un verbale di ricezione e una corrispondenza di riconoscimento del saldo possono avere funzioni complementari.


La difficoltà è particolarmente evidente quando la vendita passa attraverso più interlocutori. Il commerciale tratta con la sede di Parigi, la merce viene consegnata in un magazzino vicino a Lione e la contabilità risponde da un centro amministrativo diverso. Occorre spiegare questi collegamenti. Il luogo della consegna non identifica automaticamente il soggetto che deve pagare.


Per una prestazione di servizi, il problema documentale cambia. Una fattura per consulenza, manutenzione o sviluppo informatico può richiedere il contratto, gli ordini integrativi, i rapporti di intervento, le consegne intermedie e le comunicazioni con cui il cliente ha approvato il lavoro. Le ore annotate unilateralmente dal fornitore acquistano una forza diversa se sono accompagnate da una validazione del committente.


Il miglior fascicolo di recupero non è quello con più allegati, ma quello in cui ogni documento dimostra un passaggio preciso. Prima di tradurre centinaia di pagine, conviene costruire un indice e distinguere i documenti centrali da quelli utili soltanto per rispondere a una contestazione eventuale.


Identificare la società obbligata evita di vincere contro il soggetto sbagliato


Il marchio commerciale, l’insegna, il nome del gruppo e la denominazione sociale possono essere diversi. La domanda va indirizzata al debitore effettivo, identificato attraverso la denominazione completa, la forma giuridica, la sede e, per una società francese, il numero SIREN. Le informazioni del registro devono essere confrontate con il contratto e con i documenti commerciali.


Una filiale francese costituita in forma societaria ha, normalmente, un patrimonio distinto da quello della casa madre italiana o di un’altra società del gruppo. Una succursale, invece, non è una persona giuridica autonoma rispetto alla società di cui costituisce un’articolazione. Per questo una domanda contro la sola insegna della succursale o contro una società del gruppo scelta perché più solvibile può essere mal impostata.


Lo stesso controllo riguarda il creditore. Se le fatture sono state cedute a un factor, indennizzate da un assicuratore o trasferite nell’ambito di una riorganizzazione, bisogna verificare chi sia titolare della pretesa azionata e chi possa ricevere il pagamento. Il reparto commerciale può continuare a seguire il cliente anche quando la titolarità giuridica del credito è cambiata.


In pratica, è opportuno conservare una fotografia documentale della situazione al momento dell’avvio: estratto del registro, indirizzo utilizzato dal cliente, identità del rappresentante, eventuali cambiamenti di denominazione e pubblicazioni relative a procedure concorsuali. Un controllo svolto sei mesi prima non basta per decidere come notificare oggi.


Il saldo deve essere ricostruito fattura per fattura


Il totale dell’estratto conto non coincide sempre con il credito giudizialmente richiedibile. Possono esserci acconti non ancora imputati, note di credito, resi, sconti di fine anno o pagamenti ricevuti da un terzo. Queste voci devono essere sistemate prima del deposito, non dopo un’opposizione del cliente.


Un prospetto utile indica per ogni fattura il numero, la data, l’importo, la scadenza, gli eventuali pagamenti parziali e il residuo. Interessi, penali contrattuali e spese vanno separati dal capitale. La richiesta di una cifra globale, senza spiegare come si è formata, rende più difficile il controllo e offre al debitore un argomento per contestare l’intero conteggio.


Immaginiamo tre forniture da 12.000 euro ciascuna. Il cliente ha versato 8.000 euro, restituito alcuni pezzi per i quali è stato concordato un accredito di 1.500 euro e contesta soltanto una lavorazione accessoria. Il fascicolo non può limitarsi a chiedere 36.000 euro con una formula generica. Deve ricostruire il capitale residuo e identificare la parte realmente controversa.


La trasparenza del conteggio ha anche una funzione negoziale. Un debitore che riconosce una parte del saldo deve essere invitato a pagare quella parte, senza che il creditore rinunci automaticamente al resto. La strategia può consistere nel separare ciò che è immediatamente dimostrabile da ciò che richiede un accertamento più lungo.


La diffida serve a chiarire il conflitto, ma non sostituisce una tutela tempestiva


Una diffida ben redatta identifica il contratto, riassume le prestazioni, allega o richiama le fatture, indica il capitale residuo e precisa gli accessori richiesti. Fissa un termine ragionevole per il pagamento e chiede che eventuali contestazioni siano formulate in modo documentato. Quando il destinatario è francese, un testo in francese riduce ambiguità e passaggi intermedi.


Non esiste, per tutte le fatture commerciali, un termine universale di otto giorni che trasformi automaticamente la lettera in un atto processuale. Il termine dipende dalla situazione e dalla funzione della comunicazione. Una diffida non autorizza da sola il pignoramento e una formula particolarmente energica non compensa una prova insufficiente.


La sua utilità può essere soprattutto informativa. Il cliente che invia una proposta di rateizzazione rivela un problema diverso da quello che documenta un difetto del prodotto. Il primo caso riguarda la capacità e il calendario dei pagamenti; il secondo impone di valutare la fondatezza della contestazione. Continuare a inviare lo stesso sollecito a entrambi fa perdere tempo.


Quando emergono indizi seri di dispersione del patrimonio, l’avvertimento preventivo può inoltre avere un costo strategico. Prima di annunciare una futura azione, occorre valutare con il difensore se sussistano i presupposti di una misura conservativa. Non tutte le controversie devono cominciare con una lunga sequenza di lettere.


Giudice competente e legge applicabile sono due domande diverse


La presenza di un cliente francese non significa che ogni causa debba essere introdotta in Francia. Allo stesso modo, l’esistenza di un fornitore italiano non attribuisce automaticamente la competenza ai giudici italiani. Nelle controversie civili e commerciali tra Francia e Italia, il riferimento centrale per la giurisdizione è il regolamento (UE) n. 1215/2012, detto Bruxelles I bis.


Il criterio generale è il domicilio del convenuto. In materia contrattuale possono operare competenze speciali, in particolare il luogo di consegna dei beni o di prestazione dei servizi secondo il contratto. Una clausola attributiva di giurisdizione validamente convenuta può incidere sulla scelta. Per la sede delle società e per le categorie protette esistono regole specifiche. 1


Prima di depositare un ricorso bisogna quindi leggere l’intero scambio contrattuale: offerta, accettazione, condizioni generali, ordine del cliente, conferma del fornitore ed eventuali accordi successivi. Una clausola inserita per la prima volta sul retro di una fattura non ha necessariamente lo stesso valore di una clausola accettata al momento dell’ordine.


La stessa cautela vale per gli Incoterms. Possono aiutare a ricostruire l’organizzazione della consegna, ma il loro significato deve essere valutato nel contratto concreto. Non è prudente dedurre la giurisdizione da tre lettere isolate, senza controllare il luogo indicato e il contenuto delle altre pattuizioni.


La scelta del giudice va distinta dalla scelta della legge. Il regolamento Roma I consente alle parti di designare la legge del contratto; in mancanza, prevede criteri legati alla categoria contrattuale. Per una vendita, il collegamento ordinario è con la residenza abituale del venditore; per una prestazione di servizi, con quella del prestatore, salve le altre regole e le eccezioni del regolamento. 2


Ne consegue che un giudice francese può dover applicare il diritto italiano al credito di un fornitore italiano. Non c’è contraddizione: il giudice segue la propria procedura, mentre il rapporto sostanziale può essere disciplinato da una legge diversa. Anche la prescrizione del credito contrattuale rientra, in linea di principio, nell’ambito della legge applicabile individuata attraverso Roma I.


Per le vendite internazionali di merci va inoltre verificata la Convenzione di Vienna del 1980, alla quale aderiscono Francia e Italia. Quando applicabile e non esclusa validamente, essa può governare aspetti centrali della vendita. Non va confusa con una disciplina generale dei servizi, della giurisdizione o delle procedure esecutive. 3


Il creditore italiano può agire in Francia senza costituire una società francese


La nazionalità italiana o l’assenza di una sede in Francia non impediscono, di per sé, di rivolgersi al giudice francese competente. Il vero controllo riguarda la giurisdizione, la capacità di agire, l’identificazione delle parti e le regole di rappresentanza applicabili alla procedura scelta.


Per un’impresa esportatrice questo evita un equivoco frequente: non occorre creare un insediamento francese per recuperare una fattura. Occorre predisporre un fascicolo utilizzabile davanti all’autorità competente e organizzare notificazioni, comunicazioni e successiva esecuzione.


Una scelta iniziale può quindi essere formulata in termini pratici. Se il giudice francese è competente, il debitore e i beni sono in Francia e le prove sono semplici, una procedura francese può essere coerente. Se esiste una valida clausola italiana o un altro criterio che fonda la giurisdizione italiana, ottenere il titolo in Italia e poi eseguirlo in Francia può essere una soluzione altrettanto sensata.


Il confronto deve riguardare il percorso completo. Il minor costo del ricorso iniziale può essere assorbito dalle traduzioni e dalle notifiche successive; viceversa, una procedura in Francia può evitare un passaggio transfrontaliero ma richiedere subito una traduzione del contratto e delle prove. Non esiste una soluzione più economica in astratto.


La prescrizione non si governa con un sollecito automatico


Quando si applica il diritto francese, l’articolo L. 110-4 del Code de commerce prevede in via generale una prescrizione di cinque anni per le obbligazioni sorte in occasione del commercio, salvo termini speciali più brevi. Non è però una regola universale per ogni credito: la natura del rapporto, la legge applicabile e la decorrenza devono essere verificate. 4


Un trasporto, una pretesa contro un consumatore o un rapporto soggetto a una disciplina speciale non devono essere trattati come una comune fornitura commerciale. Anche all’interno della stessa relazione possono coesistere fatture con date di esigibilità differenti. La gestione della prescrizione richiede pertanto un calendario per ciascuna posta.


Nel diritto francese comune, una semplice lettera raccomandata di messa in mora non interrompe, di per sé, la prescrizione. Il riconoscimento del diritto da parte del debitore, una domanda giudiziale e determinati atti conservativi o esecutivi sono invece contemplati dagli articoli 2240 e seguenti del Code civil, secondo le rispettive condizioni. 5


Per il creditore italiano questo è un punto operativo decisivo. Non bisogna trasferire automaticamente in Francia gli effetti attribuiti a una diffida dall’ordinamento italiano. Prima si individua la legge applicabile alla prescrizione; poi si sceglie un atto effettivamente idoneo a salvaguardare il credito.


Neppure il riconoscimento va presunto. Una proposta commerciale generica, un messaggio ambiguo o una trattativa condotta con riserve possono non avere il significato che il creditore vorrebbe attribuire loro. È preferibile ottenere un documento chiaro sul debito riconosciuto, sulle fatture interessate e sul potere di chi firma.


Interessi e indennità devono avere un fondamento identificabile


Se trova applicazione la disciplina francese dei ritardi di pagamento tra professionisti, l’articolo L. 441-10 del Code de commerce regola le penalità di ritardo. In assenza di una diversa pattuizione conforme ai limiti legali, il parametro è il tasso della Banca centrale europea individuato dal testo, maggiorato di dieci punti. Le penalità sono esigibili senza necessità di un sollecito. 6


La disciplina prevede anche un’indennità forfettaria per le spese di recupero, fissata a 40 euro, e, a determinate condizioni, un’indennizzazione complementare dei costi giustificati. Il conteggio deve individuare le fatture cui la richiesta si riferisce ed evitare duplicazioni tra indennità, spese processuali e altre voci. 7


Non è corretto applicare automaticamente questi accessori a qualsiasi contratto italo-francese soltanto perché il debitore ha sede in Francia. Occorre stabilire il regime sostanziale applicabile e, se necessario, esaminare la portata internazionale delle disposizioni invocate. In presenza di una decisione già emessa, l’esecuzione deve rispettare il contenuto del titolo.


Un esempio di conteggio aiuta a comprendere il metodo. Se una fattura è stata pagata per metà, gli interessi successivi al pagamento parziale non continuano a maturare sull’intero capitale originario. Se il tasso cambia nel corso del periodo, il prospetto deve distinguere i periodi pertinenti. Una differenza aritmetica modesta può diventare una contestazione evitabile dell’atto esecutivo.


Infine, la cessazione degli ordini e il mancato pagamento delle forniture già eseguite sono pretese differenti. Il prezzo nasce dal contratto e dalla sua esecuzione; il risarcimento per una possibile interruzione brutale della relazione commerciale richiede una qualificazione autonoma. Il tema è sviluppato nell’articolo Il cliente francese interrompe gli ordini: quando l’impresa italiana può chiedere un risarcimento?. Riunire tutto in una domanda indifferenziata rischia di rendere più complesso anche il recupero della parte più semplice.


B. Ingiunzione francese, ingiunzione europea e piccoli crediti: scegliere in funzione della difesa prevedibile


L’injonction de payer francese consente un primo esame senza contraddittorio


La procedura francese di ingiunzione di pagamento, disciplinata dagli articoli 1405 e seguenti del Code de procédure civile, permette di chiedere al giudice un ordine di pagamento sulla base del fascicolo del creditore. Per le fatture commerciali, il credito deve rientrare nel campo della procedura, avere un importo determinato ed essere esigibile. Non esiste un massimale generale del credito azionabile. 8


È una procedura inizialmente non contraddittoria: il debitore non viene chiamato a discutere la domanda prima dell’emissione dell’ordinanza. Questa caratteristica può ridurre il lavoro necessario per ottenere una prima decisione, ma non elimina il diritto del cliente di contestare successivamente il credito.


La procedura è particolarmente adatta a un dossier lineare: contratto identificato, prestazione documentata, scadenza superata, conteggio verificabile. Diventa meno interessante quando il creditore sa già che il cliente invocherà difetti importanti, compensazioni, responsabilità contrattuali o un accordo successivo sul prezzo.


La possibilità di ricorrervi non deve essere confusa con l’opportunità di farlo. Una controversia tecnica non diventa semplice perché viene presentata attraverso un modulo. Se l’opposizione è quasi certa, può essere preferibile organizzare subito il contraddittorio e affrontare le difese anziché aggiungere una fase monitoria destinata a essere superata.


Quale giudice francese e quale ruolo per il tribunale di Lione?


Per una comune controversia commerciale tra società, la domanda rientra normalmente nella competenza della giurisdizione commerciale. Altri crediti possono dipendere dal tribunal judiciaire o, per materie specifiche, dal juge des contentieux de la protection. La natura della parte e del contratto deve essere verificata prima di scegliere il modulo o il portale di deposito.


L’articolo 1406 CPC prevede, per l’ingiunzione nazionale, la competenza territoriale del luogo in cui dimora il debitore o uno dei debitori perseguiti. Le sue regole interne sono di ordine pubblico. Nei rapporti internazionali, questa disciplina va però coordinata con Bruxelles I bis: non consente di ignorare una valida clausola che attribuisce la giurisdizione ai giudici di un altro Stato membro. 9


A Lione, il tribunal de commerce è stato rinominato Tribunal des activités économiques de Lyon, nell’ambito dell’esperimento avviato il 1° gennaio 2025 e previsto fino al 31 dicembre 2028. La nuova denominazione non significa che ogni controversia economica francese debba essere portata davanti a Lione, né che tutte le regole sulla competenza siano state uniformate. 10


Per un fornitore italiano il collegamento locale deve quindi essere reale: la sede del debitore, il foro competente, il luogo dei beni o la necessità di coordinare l’esecuzione. Il porto Édouard-Herriot, le piattaforme logistiche e le zone industriali dell’area lionese illustrano un tessuto economico nel quale circolano merci e fatture; non costituiscono un criterio autonomo di giurisdizione.


La domanda deve essere comprensibile senza un’udienza di spiegazione


La requête deve indicare precisamente la somma richiesta, il fondamento della pretesa, il dettaglio delle diverse componenti del credito e i documenti prodotti. Il creditore può presentarla personalmente o tramite un mandatario secondo le regole previste. La semplicità formale non riduce l’esigenza di ordinare correttamente le prove. 11


Per un fascicolo italiano è utile distinguere la traduzione del documento dalla spiegazione del suo significato. Una bolla di consegna tradotta può restare poco chiara se non si comprende a quale ordine si riferisce. Un prospetto introduttivo che colleghi ordine, consegna e fattura consente al giudice di verificare il credito senza ricostruire da solo la contabilità dell’impresa.


Il controllo delle condizioni generali merita un’attenzione particolare. Se la richiesta comprende una penale, una clausola di interessi o una competenza convenzionale, occorre produrre il documento e spiegare perché vincoli il cliente. Non basta allegare l’ultima versione presente sul sito del fornitore se l’ordine risale a un periodo precedente.


Il giudice può accogliere la richiesta, accoglierla soltanto in parte oppure respingerla. Il rigetto non è impugnabile attraverso un ordinario appello contro quell’ordinanza, ma lascia aperta la via di una domanda secondo le procedure di diritto comune. Anche un accoglimento parziale impone una scelta: la decisione non va notificata automaticamente senza avere valutato le conseguenze sulla pretesa residua. 12


Questa è una delle ragioni per cui il deposito di massa, con documenti non controllati, può rivelarsi inefficiente. Un errore ripetuto nella clausola di interessi o nella denominazione del debitore produce difficoltà in tutti i fascicoli, anche se ogni singola fattura è di importo modesto.


La riforma del 2026 impone di distinguere tre termini


Per le ordinanze emesse dal 1° settembre 2026, il decreto n. 2026-96 del 16 febbraio 2026 ha modificato aspetti importanti della procedura. Il primo riguarda la notificazione: l’ordinanza deve essere significata al debitore entro tre mesi dalla sua data, non più sei. Il mancato rispetto del termine la rende non avenue. Il regime precedente resta da considerare per le ordinanze anteriori alla data di applicazione della riforma. 13


Il secondo termine riguarda la difesa del debitore. L’opposizione è normalmente proposta entro un mese dalla significazione. Se la notificazione non è avvenuta alla persona del debitore, l’articolo 1416 CPC conserva particolari possibilità di opposizione collegate al primo atto notificato personalmente o alla prima misura esecutiva che abbia reso indisponibili beni del debitore. 14


Il terzo termine riguarda l’esecuzione. Il nuovo articolo 1422 CPC prevede che l’ordinanza acquisti gli effetti di un titolo esecutivo dopo la cessazione delle cause sospensive e allo scadere di due mesi dalla significazione. In assenza dell’avviso di opposizione o, in materia commerciale, dell’invito a depositare le spese previsto dal testo, il creditore può procedere alle condizioni della disposizione. 15


Questi termini non sono intercambiabili. I tre mesi decorrono dalla data dell’ordinanza e riguardano un adempimento del creditore. Il mese riguarda la facoltà ordinaria di opposizione del debitore. I due mesi dalla significazione incidono sul momento in cui il creditore può passare all’esecuzione secondo il nuovo regime.


Un esempio rende visibile la differenza. Se un’ordinanza recente viene notificata rapidamente, questo anticipa il decorso del termine relativo all’esecuzione. Se invece resta ferma in attesa della traduzione o dell’incarico al commissaire de justice, il creditore consuma parte del termine per notificarla e ritarda anche il passaggio successivo. Il tempo amministrativo interno allo studio o all’impresa si somma quindi al tempo processuale.


Ottenere l’ordinanza non significa poter pignorare il giorno dopo. Il fascicolo deve contenere la prova della significazione e un controllo aggiornato delle opposizioni. Se il creditore viene a conoscenza di un’opposizione tempestiva, non può trattare il semplice silenzio di una comunicazione di cancelleria come autorizzazione a ignorarla.


La riforma modifica anche il flusso delle informazioni tra cancelleria e creditore. Occorre mantenere affidabili gli indirizzi e i recapiti utilizzati nel procedimento. Un cambio di consulente, una casella non monitorata o una comunicazione interna tardiva possono avere conseguenze concrete, soprattutto quando il procedimento passa alla fase contenziosa. 16


L’opposizione riapre la discussione sulla pretesa


Se il debitore propone opposizione, il tribunale deve esaminare la controversia nel contraddittorio delle parti. Il creditore dovrà sostenere il fondamento della domanda; il cliente potrà sviluppare le proprie difese e, nei limiti processuali applicabili, eventuali domande incidentali. La sentenza resa si sostituisce all’ordinanza. 17


La rappresentanza deve essere verificata in questa nuova fase. L’assenza di un obbligo di avvocato al deposito della requête non significa che il processo successivo possa sempre essere seguito senza difensore. Per le comuni controversie commerciali, la soglia di 10.000 euro è rilevante per la rappresentanza obbligatoria, salve le eccezioni e le regole proprie della materia. 18


Per il fornitore italiano, il problema pratico è spesso la disponibilità delle persone che conoscono i fatti. Chi ha gestito la consegna, chi ha ricevuto le contestazioni e chi ha negoziato lo sconto deve essere identificato prima che il fascicolo diventi urgente. La memoria aziendale può disperdersi più rapidamente dei documenti contabili.


La preparazione del contenzioso comincia dunque già con la domanda monitoria. Conviene chiedersi: se il cliente nega domani la conformità della fornitura, quali elementi permettono di rispondere? Se sostiene che il prezzo è stato ridotto, esiste una corrispondenza completa? Se afferma che il contratto è stato concluso da un’altra società, il collegamento con il debitore è dimostrabile?


L’ingiunzione di pagamento europea è un procedimento autonomo, senza massimale generale


Il regolamento (CE) n. 1896/2006 istituisce un procedimento europeo per crediti pecuniari determinati ed esigibili, nell’ambito di controversie civili e commerciali transfrontaliere comprese nel suo campo di applicazione. Francia e Italia partecipano al sistema; la Danimarca ne è esclusa. Non esiste un limite generale di 5.000 euro per questa ingiunzione. 19


Il carattere transfrontaliero riguarda il domicilio o la residenza abituale delle parti rispetto allo Stato del giudice adito. Non deriva semplicemente dal fatto che la merce abbia attraversato una frontiera. Una società italiana contro una società francese presenta normalmente il collegamento richiesto, ma occorre comunque verificare chi siano le parti della causa.


La procedura europea è facoltativa. Non sostituisce automaticamente il procedimento nazionale e non attribuisce una competenza al giudice della sede del creditore. La giurisdizione deve essere determinata secondo le regole europee pertinenti; per il consumatore convenuto operano garanzie specifiche. 20


Il creditore deve inoltre verificare che la pretesa appartenga alle materie ammesse. La procedura non è uno strumento per aggirare una procedura concorsuale. Anche alcune obbligazioni non contrattuali sono escluse, salvo le ipotesi previste dal regolamento. Un credito per il prezzo della merce e una domanda risarcitoria da illecito non vanno trattati come equivalenti.


Il modulo A semplifica la presentazione, non l’analisi del caso


La domanda europea viene presentata attraverso il modulo A. Occorre indicare le parti, il capitale, gli interessi e le altre somme richieste, il fondamento della pretesa, le prove descritte, il criterio di giurisdizione e la natura transfrontaliera della controversia. La modulistica comune facilita il lavoro, ma non rende automatiche queste qualificazioni. 21


Il modulo contiene una dichiarazione sulla veridicità delle informazioni. Un credito parzialmente pagato deve essere aggiornato; una contestazione già ricevuta non può essere gestita facendo sparire dal fascicolo i documenti scomodi. La strategia deve confrontarsi con ciò che il debitore potrà produrre, non soltanto con ciò che il creditore vorrebbe mostrare.


La compilazione va effettuata nella lingua richiesta dal giudice. La possibilità di consultare un modulo in italiano non significa che il giudice francese sia tenuto a trattare una domanda redatta integralmente in italiano. Anche i canali di deposito devono essere controllati: la disponibilità di un formulario online non equivale a un deposito valido presso qualsiasi cancelleria.


L’assistenza di un avvocato non è obbligatoria per il ricorso o per l’opposizione nel procedimento europeo. Questa semplificazione è utile soprattutto per dossier lineari. Nei rapporti transfrontalieri, tuttavia, l’errore più costoso può trovarsi nella scelta del giudice o nel calcolo del credito, prima ancora che nel modulo. 22


I trenta giorni del regolamento non sono una promessa di incasso in trenta giorni


Il regolamento prevede l’emissione dell’ingiunzione, in presenza delle condizioni richieste, quanto prima e di norma entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. Il periodo non comprende il tempo impiegato dal ricorrente per completare, rettificare o modificare la richiesta. Seguono la notificazione e l’eventuale opposizione. 23


Il debitore dispone di trenta giorni dalla notificazione per inviare l’opposizione. È sufficiente che contesti il credito: non è tenuto a sviluppare già in quella sede una motivazione completa. La procedura funziona quindi particolarmente bene quando il credito resta incontestato; non consente di ottenere una decisione definitiva sul merito nonostante una tempestiva opposizione.


In caso di opposizione, il seguito dipende dalle scelte ammesse dal regolamento e dalle indicazioni del ricorrente: prosecuzione secondo le pertinenti regole nazionali oppure, quando ne sussistono i presupposti, attraverso il procedimento europeo per le controversie di modesta entità; il ricorrente può anche aver chiesto l’estinzione in tale eventualità. I moduli aggiornati devono essere utilizzati proprio per esprimere correttamente queste scelte. 21


La decisione va presa prima del deposito. Un’impresa può voler tentare il percorso monitorio, ma non sostenere subito una causa completa per una piccola fattura. Un’altra può avere interesse a proseguire in ogni caso perché il debitore è solvibile e la prova è forte. Spuntare una casella senza discuterne con chi sostiene il costo della causa è una scelta sostanziale mascherata da adempimento amministrativo.


La Corte di giustizia, nella sentenza Goldbet Sportwetten del 13 giugno 2013, C-144/12, ha chiarito che l’opposizione all’ingiunzione europea non equivale, di per sé, a una comparizione che accetta la giurisdizione, nemmeno quando contiene argomenti di merito. Il creditore non può quindi confidare nella sola opposizione per sanare una scelta iniziale del giudice non corretta. 24


Se non viene proposta opposizione nel termine, il giudice d’origine dichiara l’ingiunzione esecutiva mediante il modulo G. È questo il passaggio da ottenere e documentare prima di affidare l’esecuzione. La mancanza di opposizione non va semplicemente dedotta dal fatto che il debitore non abbia scritto al creditore. 25


La procedura europea per le controversie di modesta entità può decidere anche un credito contestato


Il regolamento (CE) n. 861/2007 disciplina un diverso procedimento europeo, utilizzabile per controversie transfrontaliere il cui valore non supera 5.000 euro, calcolato al momento della ricezione della domanda, esclusi interessi, spese e altri esborsi secondo il testo. Si applica anche tra imprese e non soltanto nei rapporti di consumo. 26


La differenza rispetto all’ingiunzione europea è sostanziale. Nel procedimento per piccoli crediti, il giudice può esaminare la contestazione e decidere il merito. La risposta del debitore non fa automaticamente perdere alla procedura la propria funzione. Per una fattura di 3.800 euro oggetto di una difesa circoscritta, questo può essere il criterio decisivo.


Il procedimento è prevalentemente scritto e si avvia con il modulo A pertinente, accompagnato dai documenti utili. Il convenuto ha normalmente trenta giorni per rispondere dopo la notificazione. Il giudice può richiedere ulteriori informazioni, assumere prove o tenere un’udienza se necessaria. Non vi è quindi una garanzia di sentenza entro trenta giorni dal deposito. 27


La soglia riguarda la domanda e non ogni singolo documento contabile considerato isolatamente. Se si chiede il pagamento cumulativo di più fatture, il loro valore va esaminato complessivamente secondo le regole applicabili. Il frazionamento artificioso di una controversia non dovrebbe essere usato come scorciatoia per entrare nel procedimento.


Il convenuto può anche proporre una domanda riconvenzionale. Se questa supera il limite previsto, può rendersi necessario il passaggio alle regole processuali nazionali. Un credito iniziale modesto può quindi essere inserito in un conflitto più ampio: per esempio, il prezzo di un componente contro una domanda per fermo di produzione. La qualificazione iniziale deve tenere conto di questo scenario.


L’avvocato non è obbligatorio nel procedimento europeo, ma il valore limitato non rende superfluo un controllo mirato. Per un’impresa può essere ragionevole affidare al professionista la sola verifica della giurisdizione e del fascicolo, oppure l’intero procedimento se la difesa presenta difficoltà tecniche o linguistiche. 28


La decisione può circolare negli altri Stati partecipanti senza exequatur, accompagnata dal certificato previsto dal regolamento, normalmente il modulo D. Tale certificato non è il modulo G dell’ingiunzione europea e non è il certificato dell’articolo 53 di Bruxelles I bis. Ogni titolo ha il proprio percorso documentale.


Quando è preferibile un référé-provision o una causa ordinaria


Le tre procedure appena descritte non esauriscono le possibilità francesi. In materia commerciale, l’articolo 873 CPC consente al giudice dei référés di accordare una provision quando l’esistenza dell’obbligazione non è seriamente contestabile. Non esiste una regola generale che limiti l’anticipo all’80%: l’importo dipende dalla parte dell’obbligazione che presenta quel carattere. 29


La provision può quindi coprire l’intero credito quando ne ricorrono le condizioni. È una decisione provvisoria, resa nel contraddittorio, con una funzione diversa dall’ingiunzione non opposta. Non occorre confondere il requisito relativo alla contestazione con una garanzia di rapidità identica davanti a ogni tribunale.


Questa via può essere interessante quando il debitore riconosce espressamente il debito ma non paga, oppure quando contesta una parte limitata della fornitura e il resto è autonomamente dimostrabile. Al contrario, se per stabilire il prezzo dovuto bisogna risolvere una discussione tecnica complessa, il référé può non essere adatto a decidere l’intera controversia.


La causa ordinaria resta il percorso naturale quando occorre esaminare in modo approfondito l’adempimento, i danni, la risoluzione del contratto o una compensazione seriamente controversa. La sua scelta non è un insuccesso della strategia: può evitare una fase preliminare improduttiva e consentire fin dall’inizio la corretta organizzazione delle prove.


La nuova procedura francese del 2026 va distinta dalle vie già operative


La legge n. 2026-307 del 23 aprile 2026 ha introdotto una procedura per il recupero di crediti certi, liquidi ed esigibili oggetto di fatturazione tra commercianti. Il sistema prevede l’intervento del commissaire de justice, un comando di pagamento, la possibilità di contestare e, in assenza di contestazione, un verbale che può essere reso esecutivo dalla cancelleria competente. Non si tratta dell’ingiunzione europea né della procedura per i piccoli crediti. 30


Il decreto n. 2026-967 del 20 ottobre 2026 ne precisa le modalità. La pubblicazione del decreto non equivale però alla sua immediata applicabilità: l’articolo 5 rinvia a una data fissata con decreto ministeriale, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Alla data di questa analisi non è stato individuato nelle fonti consultate un provvedimento che consenta di presentare come già anticipata tale entrata in vigore. 31


Per il fornitore italiano, questa evoluzione è da seguire ma non giustifica il rinvio di una tutela urgente. Prima di utilizzarla occorrerà controllare l’effettiva operatività, le condizioni del caso transfrontaliero, i costi e la disciplina dell’opposizione. Nel frattempo la scelta tra le procedure nazionali ed europee già utilizzabili resta pienamente attuale.


II. Trasformare il titolo in pagamento: eseguire in Francia e raggiungere beni realmente disponibili


A. Il decreto ingiuntivo italiano può essere eseguito in Francia senza una nuova causa sul credito


Bruxelles I bis elimina l’exequatur, non le formalità dell’esecuzione


Un’impresa italiana può avere già ottenuto un decreto ingiuntivo contro il cliente francese. In questa situazione, la prima domanda non è quale nuova procedura avviare in Francia, ma se il titolo italiano sia utilizzabile e quale documentazione occorra per eseguirlo.


L’articolo 39 del regolamento Bruxelles I bis prevede che una decisione esecutiva nello Stato membro d’origine sia esecutiva negli altri Stati membri senza una dichiarazione di esecutività. Il regolamento si applica, secondo la propria disciplina temporale, alle azioni giudiziarie proposte dal 10 gennaio 2015. Per procedimenti anteriori o materie escluse occorre verificare il diverso regime pertinente. 32


Per un decreto italiano compreso in questo sistema non serve, in linea di principio, una seconda sentenza francese che accerti nuovamente il credito. La soppressione dell’exequatur evita un procedimento intermedio; non trasforma però qualsiasi copia di un decreto in un ordine immediatamente eseguibile da una banca francese.


Bisogna controllare che il provvedimento sia esecutivo in Italia, che le parti siano correttamente identificate, che la notificazione sia regolare e che non siano intervenuti pagamenti, sospensioni o decisioni successive. Se il debitore ha proposto opposizione, occorre distinguere l’esistenza del ricorso dai suoi effetti sull’esecutività.


Un titolo provvisoriamente esecutivo può, in linea di principio, circolare senza attendere il passaggio in giudicato, ferme le condizioni del regolamento e i rimedi del debitore. Per i provvedimenti propriamente provvisori o cautelari il regolamento contiene requisiti specifici, che non vanno confusi con la sola provvisoria esecutività di una decisione sul credito.


Il corrispondente francese deve quindi ricevere una descrizione precisa dello stato del procedimento italiano. La formula «abbiamo vinto» non basta. Servono la decisione, il fondamento attuale dell’esecutività e l’informazione sull’esistenza di un’opposizione o di una sospensione.


La copia autentica e il certificato dell’articolo 53 costituiscono il nucleo del fascicolo


Ai sensi dell’articolo 42, il creditore che domanda l’esecuzione deve fornire una copia della decisione che ne consenta di stabilire l’autenticità e il certificato rilasciato ai sensi dell’articolo 53. Quest’ultimo attesta l’esecutività e contiene le informazioni previste dal regolamento, comprese quelle utili sulle spese recuperabili e sugli interessi. 33


Il certificato deve essere richiesto all’autorità giurisdizionale d’origine. Per un decreto italiano, non viene creato dal commissaire de justice francese sulla base della sola fattura. Non sostituisce il decreto e non amplia la condanna oltre ciò che il provvedimento consente.


La verifica congiunta dei due documenti è indispensabile. Denominazione delle parti, importi, interessi, riferimenti del procedimento e portata dell’esecutività devono essere coerenti. Un errore materiale nel certificato va risolto prima della saisie, quando può ancora essere corretto senza aggiungere una contestazione esecutiva francese.


Il fascicolo operativo dovrebbe comprendere anche le prove delle notificazioni italiane o transfrontaliere, i provvedimenti successivi rilevanti e un conteggio aggiornato del residuo. Questi documenti non hanno tutti la stessa funzione giuridica, ma consentono al professionista incaricato di sapere esattamente che cosa sta eseguendo.


Se il decreto condanna più debitori, occorre inoltre leggere il dispositivo: obbligazione solidale, quote distinte, accessori differenti o spese poste soltanto a carico di una parte possono cambiare il perimetro dell’esecuzione. Non si può dedurre la solidarietà dalla sola presenza di più nomi nell’intestazione.


Tre certificati europei, tre funzioni da non confondere


La circolazione semplificata dei titoli può avvenire attraverso strumenti diversi. Per una decisione italiana ordinaria compresa in Bruxelles I bis si utilizza il certificato dell’articolo 53. Per un’ingiunzione di pagamento europea non opposta, il documento determinante è la dichiarazione di esecutività mediante modulo G. Per una decisione resa nel procedimento europeo per le controversie di modesta entità, si utilizza il certificato previsto da quel regolamento. 25 28


Esiste anche il titolo esecutivo europeo per crediti non contestati previsto dal regolamento n. 805/2004, ma non è una certificazione da richiedere indiscriminatamente per ogni decreto italiano. La scelta dello strumento dipende dal titolo e dalle condizioni del relativo regolamento. Non occorre accumulare certificati diversi come se fossero timbri che rendono progressivamente più forte lo stesso documento. 51


La distinzione ha un effetto molto concreto nella corrispondenza tra professionisti. Prima di chiedere genericamente «il certificato europeo», il difensore francese dovrebbe indicare quale percorso intende utilizzare. Il collega italiano può così rivolgersi all’ufficio competente per il documento corretto e preparare gli allegati effettivamente necessari.


La notificazione del certificato precede la prima misura esecutiva


L’articolo 43 di Bruxelles I bis impone che il certificato sia notificato o comunicato alla persona contro la quale si chiede l’esecuzione prima della prima misura esecutiva. La decisione deve accompagnarlo se non è già stata notificata. Sono previste regole specifiche per le misure cautelari, che non vanno assimilate al pagamento forzato definitivo. 34


Questo passaggio deve essere coordinato con l’esecuzione francese. Il creditore può voler agire rapidamente, ma il calendario non può ignorare gli adempimenti europei. Allo stesso tempo, non bisogna importare meccanicamente in Francia ogni atto preparatorio del processo esecutivo italiano: la procedura esecutiva è governata dalla legge dello Stato richiesto.


Un precetto italiano, da solo, non sostituisce gli atti francesi necessari per la specifica saisie. Viceversa, la preparazione dell’esecuzione in Francia non deve indurre a omettere un adempimento che condiziona l’esecutività del titolo in Italia. Il coordinamento consiste proprio nel distinguere ciò che appartiene al titolo da ciò che appartiene alla sua attuazione territoriale.


La notificazione transfrontaliera degli atti giudiziari richiede inoltre attenzione al regolamento (UE) 2020/1784. Il destinatario dispone, alle condizioni dell’articolo 12, del diritto di rifiutare un atto non redatto o non accompagnato da traduzione in una lingua che comprende oppure nella lingua ufficiale pertinente del luogo di notificazione. Il rifiuto può essere espresso al momento della notificazione o entro due settimane. 35


L’esistenza di scambi commerciali in italiano non dimostra automaticamente che ogni atto giudiziario complesso sia compreso dalla persona giuridica destinataria nelle circostanze concrete. È opportuno valutare questo punto in anticipo, anziché trasformare la lingua dell’atto in una contestazione accessoria dell’intero recupero.


Le traduzioni si decidono in funzione dell’atto e del regolamento applicabile


Non è corretto affermare che tutte le traduzioni siano sempre obbligatorie, né che basti tradurre in ogni caso il solo dispositivo. Bruxelles I bis distingue il certificato dalla decisione: l’autorità incaricata dell’esecuzione può richiedere la traduzione del contenuto del certificato e può esigere quella della decisione quando non sia in grado di procedere senza di essa. 33


Il debitore domiciliato in un altro Stato membro può inoltre chiedere, nelle condizioni dell’articolo 43, una traduzione della decisione per contestarne l’esecuzione. In tale ipotesi il regolamento limita, fino alla fornitura della traduzione richiesta, le misure diverse da quelle cautelari. Il tema linguistico incide quindi anche sul calendario.


Le procedure europee speciali hanno proprie regole e comunicazioni nazionali sulle lingue accettate. Per alcuni documenti destinati all’esecuzione di un’ingiunzione europea o di una decisione sui piccoli crediti, la Francia ha comunicato l’accettazione anche dell’italiano. Questa possibilità non autorizza a estendere lo stesso regime a ogni atto di un decreto ingiuntivo nazionale. 20 28


La soluzione pratica è individuare, prima della traduzione, i destinatari e le funzioni dei documenti. Una traduzione necessaria per il giudice, una destinata al debitore e una utile al commissaire de justice rispondono a esigenze differenti. Si evitano così sia una traduzione insufficiente sia il costo di tradurre materiale che non serve all’esecuzione.


Il debitore non può ottenere in Francia un nuovo giudizio ordinario sul merito italiano


Il venir meno dell’exequatur non significa che il debitore sia privo di rimedi. Gli articoli 45 e seguenti di Bruxelles I bis prevedono motivi limitati di diniego: tra questi il contrasto manifesto con l’ordine pubblico, determinate carenze nella tutela del convenuto contumace, l’incompatibilità con altre decisioni e violazioni di alcune competenze protette o esclusive. 36


Non si tratta però di una nuova occasione generale per discutere il prezzo, la consegna o la qualità della merce già esaminati dal giudice d’origine. Il controllo del giudice francese non può trasformarsi in un riesame del merito. Le contestazioni che appartengono all’opposizione italiana devono essere affrontate nel procedimento appropriato.


Per il creditore, la conseguenza è duplice. Da un lato, un titolo regolare gode di una circolazione effettiva; dall’altro, una notificazione iniziale carente può diventare il punto debole dell’esecuzione estera. Il modo in cui è stata ottenuta la decisione conta quanto il suo dispositivo.


Occorre anche distinguere il diniego del riconoscimento dalle contestazioni contro una concreta misura esecutiva. Il debitore può, per esempio, sostenere che una parte della somma è già stata pagata o che il pignoramento colpisce beni estranei al suo patrimonio. Queste difese non coincidono con una richiesta di rivedere la correttezza della decisione italiana.


Se l’esecutività è sospesa in Italia, il regolamento prevede conseguenze sull’esecuzione nello Stato richiesto. La comunicazione tra difensori deve quindi proseguire anche dopo il primo invio del fascicolo: un provvedimento intervenuto nel procedimento italiano non può restare in una casella di posta mentre in Francia proseguono le saisies. 32


Il titolo va eseguito entro i suoi limiti, con un conteggio aggiornato


Un cliente può effettuare un pagamento dopo il decreto e prima del pignoramento. Può anche versare una somma al fornitore italiano mentre il commissaire de justice francese sta organizzando la riscossione. Senza un canale di aggiornamento, la stessa posta rischia di essere richiesta due volte.


Il creditore deve quindi comunicare immediatamente ogni incasso, nota di credito o accordo. Il conteggio esecutivo dovrebbe indicare una data di aggiornamento, distinguere capitale, interessi e spese, e identificare ciò che deriva dal titolo rispetto ai costi dell’esecuzione francese.


Per gli interessi, non si sostituisce automaticamente il tasso riconosciuto dal decreto con il tasso commerciale francese. Si legge il titolo e si verifica il regime applicabile alle singole voci. Se il dispositivo contiene una formula non immediatamente utilizzabile in Francia, il problema va chiarito con il collega italiano e, se necessario, con l’autorità competente.


Questa precisione non è soltanto contabile. Riduce il rischio di una contestazione fondata, consente di valutare un’offerta transattiva e permette al cliente di capire quanto sia stato effettivamente recuperato. Il risultato del dossier non è il numero di atti compiuti, ma il saldo netto che può essere ricostruito e giustificato.


B. Scegliere la saisie utile, preservare il patrimonio e coordinare il lavoro tra Italia e Francia


Il commissaire de justice realizza gli atti, l’avvocato governa la strategia e le contestazioni


In Francia, il commissaire de justice svolge un ruolo centrale nelle notificazioni e nelle misure di esecuzione. È la denominazione attuale della professione nella quale sono confluite le funzioni degli huissiers de justice e dei commissaires-priseurs judiciaires. Per il lettore italiano, il riferimento all’ufficiale giudiziario aiuta a comprenderne una parte delle funzioni, ma non ne descrive integralmente lo statuto e le competenze.


L’avvocato verifica il titolo, individua la procedura, coordina il fascicolo transfrontaliero e interviene nelle contestazioni giudiziarie. Il commissaire de justice compie gli atti di competenza, esegue le saisies e fornisce gli elementi risultanti dalle proprie diligences. L’attività deve essere organizzata tenendo conto delle regole territoriali e delle competenze proprie di ciascun professionista. 37


Un incarico utile precisa il capitale residuo, gli accessori, i beni conosciuti, le informazioni sul debitore, la disponibilità a negoziare e il budget autorizzato per le prime misure. La formula «fate tutto il necessario» può essere insufficiente quando esistono più possibilità con costi e probabilità di risultato diversi.


Il creditore può contribuire con dati ottenuti nel rapporto commerciale: coordinate bancarie usate dal cliente, indirizzi dei magazzini, beni consegnati, clienti finali conosciuti, eventuali garanzie. Queste informazioni devono essere utilizzate lecitamente e verificate. La disponibilità di un dato non dimostra da sola che l’asset sia ancora presente o appartenga al debitore.


La saisie-attribution può colpire il credito del debitore verso la banca


Per il recupero di una somma di denaro, la saisie-attribution è spesso la prima misura da valutare quando esiste un titolo esecutivo che accerta un credito liquido ed esigibile. Può colpire somme dovute al debitore da un terzo, in particolare il saldo disponibile di un conto bancario.


L’atto viene notificato alla banca dal commissaire de justice. Il suo effetto attributivo, nei limiti previsti dalla legge e delle somme disponibili, va distinto dal successivo versamento effettivo al creditore. Il blocco non coincide sempre con un incasso immediato. 38


Il saldo può richiedere la regolarizzazione delle operazioni anteriori alla saisie. Esistono inoltre regole sulle somme non pignorabili e sulle contestazioni, da applicare in funzione del titolare del conto. Le tutele legate a somme alimentari e al minimo bancario delle persone fisiche non devono essere trasferite indiscriminatamente al conto di una società commerciale. 39


Il codice impone la denuncia della saisie al debitore entro otto giorni, a pena di caducità. La contestazione della misura va proposta, in linea generale, entro un mese dalla denuncia al debitore, nelle forme prescritte, davanti al juge de l’exécution competente. Il calendario dell’esecuzione non si esaurisce quindi nell’atto indirizzato alla banca. 40


L’efficacia economica dipende dal momento e dalla disponibilità reale. Un conto noto può essere vuoto; un conto attivo può essere gravato da situazioni che incidono sulle somme disponibili. La banca del gruppo non è necessariamente la banca della società debitrice. Neppure una precedente fattura pagata da una società collegata consente di pignorare automaticamente il conto di quest’ultima.


Per questo è utile trasmettere al professionista le prove dei pagamenti precedenti, senza trasformarle in certezze patrimoniali. Un IBAN presente nell’archivio commerciale è un’indicazione da verificare, non la garanzia che il pignoramento darà risultato.


Si possono pignorare anche crediti commerciali del debitore


La saisie-attribution non riguarda soltanto i conti bancari. Può essere valutata anche su un credito che il cliente francese vanta verso un proprio cliente o altro terzo. Il principio economico è semplice: intercettare una somma dovuta al debitore, invece di attendere che essa transiti sul suo conto.


La valutazione giuridica può essere più complessa. Il credito del debitore verso il terzo deve essere identificato e le sue caratteristiche devono essere verificate. Contestazioni, termini di pagamento, cessioni, factoring, garanzie o precedenti saisies possono incidere sul risultato. Il terzo è tenuto a dichiarare l’estensione delle proprie obbligazioni e le circostanze previste dal codice. 41


Un fornitore italiano può conoscere il cliente finale perché consegna direttamente sul suo sito. Questo dato può essere prezioso, ma non prova che il cliente finale debba ancora denaro alla società perseguita. Potrebbe aver già pagato, potrebbe contestare a sua volta la fornitura o essere obbligato verso un soggetto diverso.


Non bisogna confondere questa possibilità con una generica «saisie sul fatturato». Il fatturato è un dato economico; l’esecuzione deve colpire un bene o un diritto individuabile secondo le regole applicabili. La precisione sull’oggetto è ciò che distingue una misura utile da una pressione commerciale priva di base esecutiva.


La saisie-vente permette la vendita forzata dei beni mobili del debitore


Quando il patrimonio utile è costituito da merci, attrezzature o altri beni mobili materiali, può essere valutata una saisie-vente. In via generale, il procedimento richiede un titolo esecutivo e un commandement de payer che accordi otto giorni per pagare prima delle operazioni di saisie, secondo la disciplina applicabile. 42


I beni individuati sono resi indisponibili. La procedura contempla una fase in cui il debitore può cercare di venderli amichevolmente nelle condizioni previste; in mancanza, può seguire la vendita forzata. Il prezzo di realizzo, dedotti i costi e tenuto conto dei diritti concorrenti, è ciò che interessa al creditore.


Il valore contabile di un macchinario non coincide con il prezzo che potrà essere ottenuto all’asta. Smontaggio, trasporto, specializzazione tecnica e numero dei potenziali acquirenti possono ridurre l’utilità economica della misura. Una macchina molto costosa per l’impresa che la utilizza può avere un mercato di realizzo ristretto.


La proprietà è un altro punto decisivo. Un carrello elevatore può essere in leasing; i beni in magazzino possono appartenere a clienti o fornitori; le merci possono essere gravate da una riserva di proprietà. Non tutto ciò che si trova nei locali del debitore può essere trattato come parte libera del suo patrimonio.


Nel caso di un deposito logistico, l’apparenza è particolarmente ingannevole. La presenza di numerosi container o di merci di valore non dice nulla, da sola, sulla solvibilità del gestore. Il corrispondente deve distinguere il proprietario dei beni, l’operatore del magazzino e il soggetto debitore indicato nel titolo.


Il creditore dovrebbe quindi valutare la saisie-vente come uno strumento economico oltre che giuridico. Può essere utile per ottenere un realizzo o favorire un pagamento, ma non deve diventare una sequenza di costi sproporzionati rispetto al valore concretamente recuperabile.


Le misure conservative possono precedere il titolo, ma richiedono presupposti specifici


Attendere la conclusione della causa può essere rischioso quando esistono elementi concreti che minacciano il recupero. L’articolo L. 511-1 del Code des procédures civiles d’exécution consente di chiedere una misura conservativa quando il credito appare fondato nel suo principio e ricorrono circostanze suscettibili di comprometterne la riscossione. 43


Non occorre trasformare ogni ritardo in una presunta frode. Sono necessari elementi coerenti: dismissioni, trasferimenti di attività, chiusura dei locali, comportamenti documentati o altri indizi pertinenti. La sola irritazione del fornitore per il mancato pagamento non sostituisce la dimostrazione del rischio.


La misura può assumere forme diverse, come il sequestro conservativo o una garanzia giudiziale. La scelta dipende dall’asset e dal risultato cercato. Conservare significa impedire che il recupero venga compromesso; non significa ottenere immediatamente il pagamento.


Se il creditore non dispone già di un titolo esecutivo, l’articolo R. 511-7 impone, in linea generale, di avviare entro un mese dall’esecuzione della misura il procedimento o le formalità necessari a ottenere quel titolo, a pena di caducità, con le precisazioni previste dal testo. Altri termini regolano l’esecuzione e il seguito delle misure. 44


Un sequestro non è quindi un atto isolato che può essere lasciato senza seguito mentre le parti trattano. La domanda cautelare deve essere preparata insieme al percorso di merito. Il calendario va condiviso con il cliente, perché una trattativa commerciale non sospende automaticamente gli adempimenti processuali.


Per i conti bancari transfrontalieri esiste anche l’ordinanza europea di sequestro conservativo prevista dal regolamento (UE) n. 655/2014. È uno strumento distinto dall’ingiunzione europea: serve a preservare somme, non a decidere definitivamente che esse debbano essere versate al creditore. Presupposti, giurisdizione, eventuale garanzia e successivi adempimenti richiedono una verifica autonoma. 45


La scelta tra misura francese e misura europea dipende dalla collocazione dei conti, dal giudice competente, dallo stato del procedimento e dalle informazioni disponibili. L’etichetta «europea» non rende uno strumento automaticamente più efficace di quello nazionale.


Un accordo di pagamento va costruito per essere verificabile ed eseguibile


Il recupero può concludersi con un pagamento spontaneo o una rateizzazione. Un accordo può essere preferibile a una vendita forzata onerosa, soprattutto quando l’impresa debitrice ha attività e flussi di cassa ma attraversa una difficoltà temporanea. La scelta dovrebbe basarsi su informazioni concrete e non soltanto su una nuova promessa.


Il testo deve identificare il debito, le scadenze, gli accessori, l’imputazione dei pagamenti e le conseguenze dell’inadempimento. Occorre precisare se il creditore mantiene il titolo già ottenuto, quali misure restano in essere e a quali condizioni potranno essere revocate. Una rinuncia troppo ampia può compromettere le alternative proprio quando la prima rata non viene versata.


La prima somma effettivamente incassata conta più di una dichiarazione di bonifico. Prima di concedere una mainlevée o restituire una garanzia, è opportuno verificare l’accredito e il contenuto degli impegni assunti. Gli accordi devono poi essere comunicati a tutti i professionisti coinvolti per evitare iniziative incoerenti.


Il diritto francese consente inoltre al giudice, alle condizioni dell’articolo 1343-5 del Code civil, di rinviare o rateizzare il pagamento fino a due anni tenendo conto della situazione del debitore e delle esigenze del creditore. Non si tratta di un diritto automatico del cliente a ottenere due anni di dilazione. 46


Per contrastare una domanda dilatoria generica, il fornitore deve poter spiegare anche le proprie esigenze: importanza della fattura, anzianità del credito, costi già sostenuti, affidamento su precedenti promesse e conseguenze sulla liquidità. La necessità di essere pagato non dovrebbe restare un’affermazione astratta.


L’apertura di una procedura concorsuale cambia la priorità del dossier


Se il cliente entra in sauvegarde, redressement judiciaire o liquidation judiciaire, il recupero dei crediti anteriori non può proseguire come se nulla fosse. Il Code de commerce prevede l’interruzione o il divieto delle azioni di pagamento e l’arresto o il divieto delle procedure esecutive comprese nel suo ambito. Le vicende delle misure anteriori devono essere esaminate separatamente. 47


Un decreto ingiuntivo italiano non permette di aggirare questa disciplina. Il titolo può dimostrare il credito, ma non attribuisce al suo titolare un diritto generale a sottrarsi al concorso degli altri creditori. In questa fase la priorità è verificare il giudizio di apertura e organizzare la dichiarazione del credito al soggetto competente.


Per una procedura aperta in Francia metropolitana, il termine ordinario di dichiarazione è di due mesi dalla pubblicazione del giudizio al BODACC. Il creditore che non risiede in Francia metropolitana beneficia, in linea generale, dell’aumento di due mesi: per un creditore stabilito in Italia, il termine è quindi normalmente di quattro mesi. Vanno controllate le regole particolari sul punto di partenza e sulla situazione del creditore. 48


È un termine da calcolare sul documento ufficiale. La data in cui il commerciale apprende informalmente la notizia non sostituisce la pubblicazione. Neppure una procedura giudiziaria già pendente deve far presumere che tutti gli adempimenti concorsuali siano stati eseguiti.


Il fascicolo deve essere aggiornato con le garanzie, le eventuali riserve di proprietà e le informazioni sulle merci ancora identificabili. Il recupero del prezzo e la rivendicazione di beni seguono regole diverse. Se si intende richiedere la restituzione di beni, non bisogna attendere la conclusione dell’analisi sulla semplice dichiarazione del credito.


Quanto agli amministratori, il mancato pagamento della società non rende automaticamente pignorabili i loro beni personali. Una garanzia personale o una responsabilità accertata richiedono un fondamento distinto. Anche le azioni collegate alla gestione di una società insolvente hanno condizioni e soggetti legittimati propri: non sono una continuazione informale del pignoramento contro la società.


Il budget deve confrontare il recupero probabile con il costo dell’intero percorso


Il costo non coincide con la tassa di deposito del ricorso. Vanno considerati gli onorari, i diritti di cancelleria applicabili, le traduzioni, le notificazioni, le misure esecutive e l’eventuale gestione delle contestazioni. Un preventivo utile distingue le fasi e indica quali eventi comporteranno un nuovo lavoro.


Il principio francese pone generalmente i costi necessari dell’esecuzione forzata a carico del debitore, con le eccezioni previste, tra cui determinati diritti proporzionali. I costi di recupero senza titolo seguono una disciplina diversa. L’articolo L. 111-8 CPCE non autorizza quindi ad affermare che qualsiasi costo sostenuto sarà integralmente rimborsato dal cliente. 49


Gli onorari dell’avvocato non sono automaticamente trasferiti in blocco al debitore. Una domanda ai sensi dell’articolo 700 CPC può essere formulata quando pertinente, ma il giudice decide secondo i criteri del testo. Anche una condanna alle spese resta economicamente esposta all’insolvibilità della parte tenuta a pagarle. 50


Per una fattura di modesta entità, una procedura scritta ben preparata può essere proporzionata. Per una somma elevata con asset mobili o in rapida diminuzione, una misura conservativa può incidere sul risultato più di un piccolo risparmio sulle spese iniziali. Per un debitore già privo di attività, la priorità può invece essere limitare ulteriori costi e preservare correttamente i diritti nel concorso.


La probabilità di ottenere un titolo e la probabilità di essere pagati devono comparire separatamente nella valutazione. Il primo rischio riguarda il diritto e la prova; il secondo il patrimonio, i tempi e la concorrenza con altri creditori. Confonderli conduce a promesse di risultato che nessun fascicolo può giustificare.


Tre situazioni pratiche mostrano perché non esiste un unico percorso


Prima situazione: una fattura di 4.200 euro, consegna provata e contestazione limitata. Il cliente sostiene che alcuni pezzi siano arrivati in ritardo, ma non contesta la ricezione. Prima si verifica la giurisdizione e si quantifica l’eventuale difesa. Se il conflitto deve essere deciso, il procedimento europeo per controversie di modesta entità può essere appropriato, proprio perché consente di trattare anche una contestazione. L’importo ridotto, da solo, non rende inevitabile questa scelta.


Seconda situazione: 65.000 euro di forniture, riconoscimento scritto del saldo e pagamenti rinviati. L’ingiunzione nazionale o quella europea possono essere considerate, ma la valutazione deve includere la solvibilità e la prevedibilità di un’opposizione. Un référé-provision può essere pertinente per un’obbligazione non seriamente contestabile. Se emergono trasferimenti di beni o chiusure di siti, occorre valutare senza ritardo una tutela conservativa.


Terza situazione: un decreto ingiuntivo italiano già esecutivo per 90.000 euro. Non si ricomincia dalla fattura con una nuova ingiunzione francese. Si controllano il titolo, il certificato dell’articolo 53, le notificazioni, le traduzioni necessarie e il saldo residuo; poi si seleziona la misura francese coerente con gli asset disponibili. Se nel frattempo è stata aperta una procedura concorsuale, la strategia viene riorientata verso gli adempimenti del concorso.


Questi esempi sono ipotetici. Mostrano un metodo: il procedimento segue la situazione documentale, processuale e patrimoniale. Un catalogo di strumenti serve soltanto se consente di scegliere quale passaggio compiere per primo e quale evitare perché non aggiunge utilità.


Che cosa trasmettere al corrispondente francese per rendere il dossier immediatamente lavorabile


Per un nuovo credito, il primo invio dovrebbe contenere il contratto e le condizioni applicabili, gli ordini, le fatture, le prove di esecuzione, il prospetto dei pagamenti e tutta la corrispondenza rilevante, comprese le contestazioni. Una breve cronologia deve indicare le date importanti e la persona dell’impresa che conosce l’operazione.


Se esiste già un procedimento italiano, servono gli atti introduttivi e difensivi pertinenti, le decisioni, le notificazioni e lo stato aggiornato dei rimedi. Se esiste un titolo esecutivo, vanno aggiunti la copia utilizzabile, il certificato europeo appropriato e un conteggio alla data dell’invio.


È utile comunicare anche ciò che l’impresa vuole preservare: una relazione commerciale ancora attiva, una garanzia, un pagamento parziale negoziato o la riservatezza di informazioni industriali. La strategia può cambiare se il cliente è un debitore occasionale o un distributore da cui dipende una parte importante delle vendite.


Per i colleghi italiani, il lavoro con un corrispondente a Lione può riguardare la valutazione iniziale, una procedura davanti al giudice francese competente, l’esecuzione di un titolo italiano, il coordinamento con il commissaire de justice o la difesa davanti al juge de l’exécution. Il perimetro dell’incarico deve essere definito espressamente, soprattutto quando il merito resta seguito in Italia.


Lo studio Rodolphe ROUS, a Lione, può assistere imprese e professionisti nelle questioni di recupero transfrontaliero tra Italia e Francia, dalla verifica del percorso giudiziario al coordinamento dell’esecuzione e delle contestazioni. L’intervento va costruito sul titolo, sul credito e sui beni individuati, senza presumere che la sola presenza di un debitore francese renda tutte le iniziative utili o tutte le giurisdizioni competenti.


Prima di agire, far coincidere il percorso giuridico con il risultato economico


Il fascicolo è pronto quando permette di rispondere a quattro domande: chi deve pagare, perché la somma è dovuta, davanti a quale autorità si può ottenere o utilizzare il titolo e su quali beni si potrà concretamente agire.


La distanza tra Italia e Francia non impone di duplicare le cause. Impone di coordinare correttamente giurisdizione, notificazioni ed esecuzione. Una procedura proporzionata, un conteggio verificabile e un controllo tempestivo del patrimonio valgono più di una successione di solleciti o di una promessa di incasso rapido.


Rodolphe ROUS Avocat — 139 rue Vendôme, 69006 Lyon — rous-avocat.fr


## Fonti e riferimenti




















































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