PERCHÉ LA FRANCIA AMA LE PROCEDURE D’URGENZA
- Rodolphe Rous
- 19 nov 2025
- Tempo di lettura: 12 min

Urgenza, “référé” e tutela effettiva tra civile, commerciale, amministrativo
Introduzione: una “cultura dell’immediatezza” che non è solo un cliché
Chi pratica il contenzioso in Francia, anche solo per qualche mese, nota un tratto ricorrente: molte controversie non iniziano dal merito, ma dall’urgenza. Il primo atto strategico non è “fare causa”, bensì scegliere una via rapida per stabilizzare una situazione: ottenere una misura di protezione, far cessare un comportamento, bloccare un rischio, forzare un obbligo evidente, preservare una prova, sospendere un atto amministrativo, salvare una libertà fondamentale.
Dire, però, che “la Francia ama l’urgenza” rischia di restare un’impressione, se non si spiega cosa significhi giuridicamente “urgenza”, quali siano i criteri normativi e quale sia la funzione sistemica di queste procedure.
L’obiettivo dell’articolo è triplice. Primo, definire in modo rigoroso l’urgenza nel diritto francese, distinguendo l’urgenza come condizione (urgence) da altri presupposti vicini (danno imminente, illecito manifesto, assenza di contestazione seria, libertà fondamentale). Secondo, spiegare perché le procedure d’urgenza sono divenute uno strumento privilegiato, in particolare in materia commerciale e amministrativa. Terzo, chiarire perché questa centralità resta limitata: perché l’urgenza non è il “vero processo”, ma un processo di regolazione provvisoria che vive di equilibri, confini e autocontrollo.
I. Che cosa è “urgenza” nel diritto francese (e perché non coincide con l’idea italiana)
A. “Urgenza” non è un concetto unico: la Francia usa più chiavi di accesso alla tutela rapida
Nel linguaggio corrente, urgenza significa “bisogna decidere subito”. Nel diritto francese, invece, l’urgenza è una famiglia di presupposti giuridici, non sempre sovrapponibili.
In materia civile, la via principe è l’ordinanza di référé davanti al presidente del tribunal judiciaire (o al giudice competente nei limiti previsti). Il testo oggi fondamentale è l’articolo 834 del Code de procédure civile, che consente al giudice di intervenire “in tutti i casi d’urgenza” con misure che non si scontrino con una contestazione seria, oppure che siano giustificate dall’esistenza di una controversia.
Qui l’“urgence” è dunque una porta d’ingresso autonoma. Tuttavia, il sistema francese non si limita a questa nozione. Esistono infatti altre due chiavi, spesso ancora più operative:
La logica del “danno imminente” o del “trouble manifestement illicite” (illecito manifesto), che autorizza misure conservative o di ripristino anche quando la controparte contesta: il cuore di questa tecnica è l’articolo 873 del Code de procédure civile in materia commerciale (presidente del tribunal de commerce), che esplicitamente ammette l’intervento anche in presenza di contestazione seria quando occorre prevenire un danno imminente o far cessare un illecito manifesto. In materia civile, la funzione è assicurata dal meccanismo corrispondente previsto nel nuovo assetto del référé, e si riflette nella logica complessiva degli articoli 834–835.
La logica dell’“assenza di contestazione seria” come presupposto di decisione rapida quasi-di-merito, soprattutto per ottenere una provision (acconto) o imporre l’esecuzione di un obbligo non seriamente contestabile. È ciò che consente l’articolo 835 del Code de procédure civile: se l’esistenza dell’obbligo non è seriamente contestabile, il giudice può accordare una provisione o ordinare l’esecuzione dell’obbligo, anche di fare.
In materia amministrativa, la parola “urgence” assume un profilo ancora diverso: qui l’urgenza non è soltanto un criterio di celerità, ma una condizione per sospendere l’efficacia di un atto o per proteggere libertà fondamentali in tempi estremamente brevi. L’articolo L.521-1 del Code de justice administrative disciplina il référé-suspension; l’articolo L.521-2 disciplina il référé-liberté, che impone al giudice di decidere entro 48 ore quando vi è un’“urgenza” e una lesione grave e manifestamente illegale di una libertà fondamentale.
Già da questo quadro si comprende la prima ragione del “successo” dell’urgenza in Francia: non esiste un solo strumento, ma una cassetta degli attrezzi che permette di modellare la domanda urgente in funzione della materia e del rischio.
B. La funzione reale del référé: non “decidere il diritto”, ma regolare il presente
Il punto essenziale è che il référé francese, per concezione, è un giudizio che mira a organizzare provvisoriamente la situazione, senza pretendere di risolvere definitivamente il merito (anche se, nella pratica, può produrre effetti quasi definitivi).
Questa natura “regolatoria” è la seconda ragione della sua centralità: il sistema francese accetta apertamente l’idea che una decisione giudiziaria provvisoria possa essere necessaria per evitare che il tempo processuale distrugga il valore della tutela.
Questo spiega perché, ad esempio, il legislatore consente al giudice commerciale di intervenire anche se la controparte contesta seriamente, quando si tratta di prevenire un danno imminente o far cessare un illecito manifesto. Analogamente, nel lavoro, la formazione di référé prud’homal può prescrivere misure conservative o di ripristino anche in presenza di contestazione seria, per prevenire un danno imminente o far cessare un illecito manifesto: è l’articolo R.1455-6 del Code du travail.
In altre parole, la Francia non affida l’effettività soltanto alla “sentenza finale”, ma crea spazi in cui il giudice può intervenire prima, con un obiettivo: evitare che il processo arrivi troppo tardi.
C. Un elemento spesso sottovalutato: l’urgenza è potente perché è “eseguibile”
Un sistema di urgenza è tanto utile quanto lo è la sua capacità di ottenere obbedienza. In Francia, la forza esecutiva delle decisioni d’urgenza è amplificata dall’uso dell’astreinte (penalità coercitiva), che può essere ordinata da ogni giudice, anche d’ufficio, per assicurare l’esecuzione. È l’articolo L.131-1 del Code des procédures civiles d’exécution.
Questo punto è determinante nella pratica: la combinazione “référé + astreinte” trasforma un provvedimento provvisorio in una leva di conformazione immediata del comportamento. È una delle ragioni per cui, in Francia, l’urgenza non è percepita come un semplice “palliativo”, ma come una risposta operativa.
II. La “centralità” dell’urgenza: vera, ma relativa (e variabile per materia)
Dire che l’urgenza è centrale significa sostenere una tesi: che l’accesso al giudice, in molte controversie, passa di fatto dall’urgenza più che dal merito. Questa tesi è in parte vera, ma va precisata in tre modi.
Primo, l’urgenza è centrale nelle materie in cui il tempo distrugge il bene giuridico: impresa, concorrenza, contratti essenziali, reputazione, accesso a mercati, continuità di servizi pubblici, libertà fondamentali. Secondo, è centrale perché le soglie normative francesi sono spesso “praticabili”: non richiedono sempre l’irreparabilità assoluta, ma un rischio sufficientemente serio di pregiudizio da attendere il merito. Terzo, è centrale perché il sistema ha costruito giudici, procedure e strumenti (compresa l’astreinte) che rendono l’urgenza efficace.
Ma, al tempo stesso, la centralità è contestabile perché: l’urgenza è per definizione provvisoria; perché molti giudici resistono a trasformare il référé in un “merito mascherato”; perché l’urgenza può essere rifiutata quando si tratta di decidere questioni complesse di diritto o di fatto; e perché, in amministrativo, esistono barriere specifiche (ad esempio l’impossibilità, in certe ipotesi, di usare il référé-mesures utiles per ostacolare l’esecuzione di una decisione amministrativa: l’articolo L.521-3 lo enuncia espressamente quando afferma che la misura utile non deve fare ostacolo all’esecuzione di alcuna decisione amministrativa).
Detto ciò, per comprendere davvero questa centralità “relativa”, bisogna entrare materia per materia.
III. Materia civile: l’urgenza come protezione del quotidiano e gestione del conflitto
A. Il référé civile d’urgenza: l’articolo 834 CPC e la soglia della “contestazione seria”
Nel civile, la base testuale è l’articolo 834 CPC: in tutti i casi d’urgenza, il presidente del tribunal judiciaire può ordinare in référé tutte le misure che non si scontrino con contestazione seria o che siano giustificate dall’esistenza di un differendo.
Qui si vede un compromesso tipicamente francese: si apre la porta al rapido, ma si impone un filtro di ragionevolezza. Il giudice non deve entrare in un merito complesso; deve scegliere misure che possano essere ordinate senza trasformare l’urgenza in un processo pieno.
In pratica, questo référé d’urgenza è utilizzato quando la parte ha bisogno di una decisione rapida per evitare una situazione instabile: accesso a un bene, sospensione di lavori, consegna di documenti essenziali, tutela di un possesso, misure di protezione in liti di vicinato, e più in generale tutte le ipotesi in cui “aspettare il merito” significa subire un danno sociale o economico che non sarà riparato con una sentenza tardiva.
La centralità del civile, tuttavia, è meno “eclatante” che nel commerciale: molte controversie civili restano ancorate al merito, perché la prova e la complessità fattuale rendono difficile l’intervento provvisorio. L’urgenza è un acceleratore, non sempre il punto di partenza obbligato.
B. Il référé come strumento di esecuzione rapida: l’articolo 835 CPC (provision e obbligo non contestabile)
L’articolo 835 CPC è una delle ragioni più concrete per cui si parla di “cultura del référé”: se l’obbligo non è seriamente contestabile, il giudice può accordare una provision o ordinare l’esecuzione dell’obbligo, anche di fare.
Questo meccanismo ha una forza quasi contrattuale: nelle relazioni civili e para-commerciali, molte liti riguardano pagamenti o obblighi “evidenti” che una parte tenta di rinviare. L’articolo 835 permette di rompere la strategia dilatoria. È un uso dell’urgenza non tanto come “pericolo imminente”, ma come risposta a un dato: la probabilità di successo nel merito è talmente alta (perché la contestazione è debole) che è inefficiente attendere.
Questa è una differenza culturale importante rispetto all’idea, spesso più restrittiva, secondo cui l’urgenza serve solo quando il danno è irreparabile. In Francia, una parte significativa dell’urgenza serve a neutralizzare l’abuso del tempo.
C. L’efficacia reale: astreinte e pressione esecutiva
Nel civile, la decisione d’urgenza acquista incisività quando è accompagnata da astreinte.
L’articolo L.131-1 CPCE autorizza ogni giudice a ordinarla, anche d’ufficio. Il messaggio pratico è chiaro: la tutela d’urgenza non è solo un foglio; è una tecnica per far accadere qualcosa, subito.
IV. Materia commerciale: l’urgenza come “diritto dell’impresa in tempo reale”
Se esiste una materia in cui la Francia appare davvero “innamorata” dell’urgenza, è la commerciale. La ragione è semplice: in impresa, il tempo è spesso il primo fattore di perdita.
A. Il référé davanti al tribunal de commerce: articoli 872 e 873 CPC
In commerciale, l’articolo 872 CPC consente al presidente del tribunal de commerce, nei limiti della competenza del tribunale, di ordinare in référé tutte le misure urgenti che non si scontrino con contestazione seria o che siano giustificate dall’esistenza di un differendo.
Ma la vera chiave è l’articolo 873 CPC: anche in presenza di contestazione seria, il presidente può prescrivere misure conservative o di ripristino per prevenire un danno imminente o far cessare un illecito manifesto.
Questo testo, più di molti altri, spiega la sensazione di “centralità”: il legislatore commerciale accetta che, in presenza di rischi per l’impresa, il giudice intervenga anche se le parti discutono sul diritto. È una scelta di politica giudiziaria: la protezione dell’economia reale giustifica una tutela rapida.
B. Concorrenza sleale, reputazione, paralisi societaria: perché il référé diventa il primo campo di battaglia
Nella pratica commerciale, l’urgenza è spesso la porta d’ingresso naturale in tre scenari.
Primo, le condotte di concorrenza (sleale, parassitaria, denigrazione, appropriazione di segreti) producono effetti immediati: la perdita di clienti, la degradazione del marchio, l’erosione del vantaggio competitivo. Attendere il merito equivale a lasciare che la lesione si consumi. Il criterio dell’“illecito manifesto” dell’articolo 873 è pensato proprio per questi casi.
Secondo, i conflitti tra soci e la governance possono creare una paralisi decisionale. Anche se l’articolo 873 non menziona esplicitamente la governance, la logica del “danno imminente” consente misure di stabilizzazione: blocco provvisorio di iniziative dannose, obblighi di comunicazione, misure conservative sui poteri o sugli atti. In Francia, il giudice commerciale è culturalmente abituato a gestire l’impresa come un organismo da proteggere dall’emorragia.
Terzo, i rapporti contrattuali vitali (fornitura, distribuzione, IT, licenze) possono rendere l’urgenza essenziale: se l’obbligo è “non seriamente contestabile”, entra in gioco la logica dell’articolo 835 (per analogia funzionale con il référé-provision) e, nel commerciale, la possibilità di imporre rapidamente un’esecuzione o un acconto quando il diritto appare evidente.
C. Centralità “vera” ma anche pericolosa: il rischio del référé-merito
Il successo del référé commerciale ha un rischio: che le parti tentino di far decidere in urgenza questioni che richiederebbero un’istruzione piena. È qui che la centralità diventa contestabile: il giudice deve preservare il confine tra provvisorio e merito. In molte sedi, la linea di difesa del sistema è proprio il filtro della “contestazione seria” e la prudenza nell’ordinare misure che risolvano definitivamente la lite.
V. Materia amministrativa: l’urgenza come tutela contro lo Stato (e protezione delle libertà)
In amministrativo, la Francia ha sviluppato un modello di urgenza particolarmente sofisticato, che è uno dei punti più originali dell’ordinamento francese contemporaneo.
A. Référé-suspension (L.521-1 CJA): sospendere l’atto, evitare l’irreversibile
L’articolo L.521-1 CJA permette al giudice di sospendere l’esecuzione di una decisione amministrativa in presenza di urgenza, nel quadro di una domanda principale di annullamento o riforma. La logica è chiara: l’atto amministrativo è immediatamente esecutivo; se si attende la sentenza di merito, la situazione può essere già consolidata. Il référé-suspension è dunque un bilanciamento tra efficacia dell’azione amministrativa e tutela del cittadino/impresa.
Qui la centralità è elevata perché l’amministrazione agisce spesso con effetti immediati: autorizzazioni, divieti, sanzioni, misure di polizia amministrativa. L’urgenza è la via naturale per evitare che l’autorità pubblica “vinca con il tempo”.
B. Référé-liberté (L.521-2 CJA): la consacrazione dell’urgenza “costituzionale”
L’articolo L.521-2 CJA è ancora più forte: se vi è urgenza e una lesione grave e manifestamente illegale di una libertà fondamentale, il giudice può ordinare tutte le misure necessarie e deve decidere in 48 ore. Questa procedura spiega, da sola, perché molti parlano di “centralità” dell’urgenza in Francia: il giudice amministrativo si trasforma in garante immediato delle libertà.
La nozione di “libertà fondamentale” ha conosciuto un’evoluzione giurisprudenziale significativa; ciò rende il référé-liberté uno strumento dinamico e potente. Il punto, per il pratico, è che la Francia accetta un controllo giudiziario rapidissimo quando lo Stato eccede manifestamente.
C. Référé-mesures utiles (L.521-3 CJA): utilità sì, ma senza bloccare una decisione amministrativa
L’articolo L.521-3 CJA consente, in caso d’urgenza, misure utili anche senza decisione amministrativa preliminare, ma con un limite essenziale: non devono fare ostacolo all’esecuzione di alcuna decisione amministrativa.
Questo è un esempio perfetto di “centralità contestabile”: da un lato, il testo è un’apertura ampia; dall’altro, il limite preserva la logica del diritto amministrativo francese, nel quale l’atto amministrativo conserva una forza propria e non può essere neutralizzato indirettamente.
D. Urgenza e contratti pubblici: référé précontractuel e contractuel (L.551-1 e L.551-13 CJA)
Nel settore dei contratti pubblici, la Francia ha creato procedure urgenti specifiche. L’articolo L.551-1 CJA disciplina il référé précontractuel prima della conclusione del contratto; l’articolo L.551-13 disciplina il référé contractuel dopo la conclusione, in ipotesi previste. Qui l’urgenza diventa uno strumento di regolazione del mercato e della concorrenza, non solo di tutela individuale.
VI. Materia sociale: l’urgenza come protezione del contraente debole
A. Référé prud’homal (R.1455-6 Code du travail): anche con contestazione seria
L’articolo R.1455-6 del Code du travail è molto esplicito: la formazione di référé può sempre, anche in presenza di contestazione seria, prescrivere misure conservative o di ripristino per prevenire un danno imminente o far cessare un illecito manifesto.
Qui la “centralità” è funzionale: nel rapporto di lavoro, il tempo processuale può significare perdita di reddito, precarietà, danno reputazionale. La Francia consente dunque un intervento rapido che non pretende di risolvere tutto, ma evita che l’attesa diventi una sanzione implicita.
VII. “Altre materie”: penale economico e misure patrimoniali (una urgenza diversa)
Quando si parla di urgenza, si pensa di solito al civile/amministrativo. Eppure esiste un’urgenza “patrimoniale” in penale, particolarmente significativa in materia economica: sequestri e saisies per preservare la futura confisca.
Il Code de procédure pénale prevede un regime articolato di saisies; per esempio, l’articolo 706-141 indica il perimetro del titolo relativo alle saisies per garantire l’esecuzione della pena complementare di confisca, collegata all’articolo 131-21 del Code pénal. Un esempio tecnico è l’articolo 706-141-1, che prevede la possibilità di una saisie “en valeur” (con effetti patrimoniali sostitutivi), oggi con una disciplina la cui evoluzione normativa è tracciata su Légifrance (abrogazione differita indicata nel testo consolidato).
Questa non è “urgenza” nel senso del référé, ma è una tutela rapida perché opera sul tempo: impedire la dissipazione dei beni prima che il giudice penale giudichi. È un altro modo in cui l’ordinamento francese combatte l’abuso del tempo, qui in chiave repressiva e patrimoniale.
VIII. Perché la Francia “ama” davvero queste procedure: quattro ragioni strutturali
1) L’urgenza è una risposta istituzionale al problema del tempo giudiziario
Ogni ordinamento soffre di un problema: il tempo del processo non coincide con il tempo della vita economica e sociale. La Francia ha scelto di non affidare tutta la tutela alla sentenza di merito, ma di moltiplicare strumenti provvisori, relativamente accessibili, in modo da evitare che la lentezza diventi ingiustizia.
2) Il référé è costruito come giudizio “leggero”, compatibile con l’idea di provvisorio
Nel civile e nel commerciale, gli articoli 834, 872 e 873 mostrano la stessa architettura: intervento rapido, misure adattate, e filtri per evitare di decidere il merito quando non opportuno. Nel lavoro, il testo accetta addirittura l’intervento anche con contestazione seria in casi tipizzati (danno imminente/illecito manifesto).
3) L’esecuzione è integrata nella decisione grazie all’astreinte
Il provvisorio è credibile perché può essere eseguito e “forzato”. La possibilità generale di astreinte dell’articolo L.131-1 CPCE conferisce alle misure d’urgenza una forza pratica spesso superiore a quella che un giurista italiano immagina.
4) In amministrativo, l’urgenza è diventata strumento di bilanciamento democratico
Con L.521-1 e soprattutto L.521-2, la Francia accetta che il giudice amministrativo intervenga molto rapidamente contro lo Stato quando vi è una lesione grave e manifestamente illegale di libertà fondamentali. Questa scelta rafforza la percezione di “centralità”, perché trasforma l’urgenza in un luogo privilegiato di tutela effettiva.
IX. Perché questa centralità è anche “contestabile”: limiti, autocontrollo e rischi
A. Il rischio del “référé-merito” e la resistenza del concetto di contestazione seria
Un primo limite è interno: se il référé diventasse merito mascherato, il sistema perderebbe legittimità. Per questo la nozione di “contestazione seria” è un guardrail: quando la questione è complessa o richiede una istruzione probatoria, molti giudici rifiutano la misura o la limitano.
B. In amministrativo, i testi stessi contengono freni strutturali
L.521-3, per esempio, autorizza misure utili urgenti, ma vieta di ostacolare l’esecuzione di una decisione amministrativa: è un freno concettuale forte. Nei contratti pubblici, i référés speciali (L.551-1 e L.551-13) hanno condizioni e tempi rigorosi: non sono “urgenza libera”, ma urgenza incanalata.
C. L’effetto “quasi definitivo” del provvisorio: un paradosso pratico
Un limite più sottile è pratico: molte misure provvisorie, una volta ottenute, risolvono di fatto la controversia (perché la controparte si conforma, perché il mercato si sposta, perché la reputazione è salvata o perduta). Ciò rafforza l’attrazione per l’urgenza, ma alimenta anche la critica: “si decide troppo con troppo poco”. È la tensione permanente del modello.
Conclusione: l’urgenza come grammatica del contenzioso francese
Alla domanda “perché la Francia ama le procedure d’urgenza”, la risposta non è psicologica, ma sistemica.
La Francia le “ama” perché ha costruito un diritto processuale che considera il tempo un fattore di ingiustizia e crea strumenti per neutralizzarlo: nel civile con l’urgenza e l’assenza di contestazione seria (artt. 834 e 835 CPC), nel commerciale con un potere forte anche in presenza di contestazione seria quando vi è danno imminente o illecito manifesto (artt. 872 e 873 CPC), nel lavoro con la tutela immediata del danno imminente/illecito manifesto (R.1455-6 Code du travail), e nell’amministrativo con un arsenale che va dalla sospensione alla salvaguardia delle libertà fondamentali in 48 ore (L.521-1, L.521-2 e L.521-3 CJA), senza dimenticare le procedure urgenti speciali in materia di contratti pubblici (L.551-1 e L.551-13 CJA).
Ma questa centralità è anche “contestabile” perché l’urgenza resta, per definizione, provvisoria; perché il sistema vive di filtri (contestazione seria, limiti al blocco degli atti amministrativi) e di una disciplina dell’equilibrio. È proprio questo equilibrio a rendere il modello francese potente e, al contempo, tecnicamente delicato.




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