Come un avvocato francese determina i propri onorari
- Rodolphe Rous
- 31 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min

Regole giuridiche, criteri legali e confronto con il sistema italiano
Per molti clienti italiani, il primo contatto con un avvocato francese è spesso accompagnato da una sensazione di incertezza, talvolta di diffidenza. Quanto costa un avvocato in Francia? Perché i preventivi sembrano meno standardizzati? Perché si parla di “convention d’honoraires” e non semplicemente di tariffa? E soprattutto: chi decide davvero l’ammontare degli onorari dell’avvocato francese?
Queste domande sono legittime, perché il sistema francese degli onorari forensi si fonda su una logica radicalmente diversa da quella italiana. In Italia, nonostante l’abolizione delle tariffe obbligatorie, la cultura forense resta fortemente influenzata da parametri ministeriali, tabelle, prassi consolidate e un’idea di prevedibilità “numerica” del compenso. In Francia, al contrario, il principio cardine è quello della libertà degli onorari, temperata da criteri legali, da un controllo deontologico e da un eventuale controllo ex post da parte dell’Ordine o del giudice.
Questa differenza non è solo culturale: è giuridica, strutturale, e affonda le sue radici nella concezione francese della professione di avvocato come professione indipendente, liberale, responsabile e contrattualmente impegnata verso il cliente. Capire come un avvocato francese fissa i propri onorari significa comprendere il funzionamento stesso del rapporto avvocato-cliente in Francia.
PARTE I – IL QUADRO GIURIDICO FRANCESE: LIBERTÀ DEGLI ONORARI E CRITERI LEGALI
A. Il principio di libertà degli onorari nel diritto francese
1. Il fondamento normativo: la legge del 31 dicembre 1971
Il principio di base in materia di onorari forensi in Francia è consacrato dall’articolo 10 della legge n° 71-1130 del 31 dicembre 1971, che disciplina la professione di avvocato. Questo testo fondamentale stabilisce che:
“Les honoraires de l’avocat sont fixés librement en accord avec le client.”
Questa frase, apparentemente semplice, ha conseguenze profonde. Essa afferma che non esistono tariffe legali obbligatorie, né minime né massime. L’avvocato e il cliente sono liberi di determinare il compenso, purché vi sia un accordo. La libertà è la regola; l’eccezione è il controllo a posteriori in caso di contestazione.
A differenza dell’Italia, dove i “parametri forensi” restano un punto di riferimento centrale (art. 13 legge professionale forense n. 247/2012 e DM parametri), in Francia nessun testo impone una griglia di compensi. Questo non significa arbitrarietà, ma responsabilità.
2. I criteri legali di determinazione degli onorari
La stessa disposizione dell’articolo 10 precisa che gli onorari devono essere determinati tenendo conto di diversi criteri, tra cui:
la difficoltà della causa,
il tempo dedicato,
la natura dell’affare,
l’importanza degli interessi in gioco,
la situazione del cliente,
la notorietà, l’esperienza e la specializzazione dell’avvocato.
Questi criteri non sono decorativi: costituiscono la base legale su cui si fonda ogni eventuale controllo degli onorari. In caso di contestazione, il bâtonnier (decano dell’Ordine) o il giudice verifica se il compenso richiesto sia coerente con tali elementi.
Il sistema francese è quindi fondato su una libertà regolata, non su una tariffazione amministrativa.
3. L’assenza di tariffari: shock culturale per il cliente italiano
Per un cliente italiano, l’assenza di tariffe può essere destabilizzante. In Italia, anche dopo l’abolizione delle tariffe minime, il riferimento ai parametri ministeriali resta centrale nella prassi, nei preventivi e soprattutto nelle liquidazioni giudiziarie. In Francia, invece, il compenso è essenzialmente contrattuale: è il risultato di una negoziazione, di una trasparenza iniziale e di una fiducia reciproca.
Questo spiega perché gli avvocati francesi insistono sulla formalizzazione scritta degli onorari: non per rigidità, ma perché la libertà presuppone chiarezza.
B. La “convention d’honoraires”: pilastro del rapporto avvocato-cliente
1. Obbligo di convenzione scritta
Dal 2015, la conclusione di una convention d’honoraires scritta è divenuta la regola in Francia. Questo obbligo deriva dalla legge e dai regolamenti deontologici (Règlement Intérieur National – RIN). La convenzione deve indicare le modalità di calcolo degli onorari, la base di fatturazione e, se del caso, l’esistenza di un onorario di risultato.
Questa formalizzazione è una differenza fondamentale con l’Italia, dove il preventivo scritto è raccomandato ma non sempre praticato con lo stesso rigore.
2. Tipologie di onorari in Francia
In Francia, gli onorari possono essere strutturati secondo diverse modalità:
onorario a tempo (tarif horaire),
onorario forfaitario,
onorario misto (forfait + success fee),
onorario di risultato (sempre accessorio, mai esclusivo).
È vietato il pacte de quota litis puro, ossia l’accordo che attribuisce all’avvocato una percentuale esclusiva del risultato senza onorario di base. Questo principio è comune anche al diritto italiano, ma in Francia la giurisprudenza è particolarmente severa nel vigilare sul rispetto di tale divieto.
3. Trasparenza e informazione del cliente
Il RIN impone all’avvocato un dovere di informazione chiara e leale sul costo prevedibile della procedura. L’avvocato deve spiegare al cliente cosa comprende il suo intervento, cosa ne è escluso, e come potranno evolvere gli onorari in funzione degli sviluppi del dossier.
Questa trasparenza è un elemento centrale del sistema francese: la libertà degli onorari è accettabile solo se il cliente comprende ciò che paga.
PARTE II – CONTROLLO, CONTESTAZIONI E CONFRONTO CON IL SISTEMA ITALIANO
A. Il controllo degli onorari in Francia: bâtonnier e giudice
1. La procedura di contestazione degli onorari
In caso di disaccordo sugli onorari, il cliente può adire il bâtonnier dell’Ordine degli avvocati.
Il bâtonnier ha il potere di verificare la conformità degli onorari ai criteri legali e deontologici.
La procedura è relativamente rapida e specializzata.
La decisione del bâtonnier può essere impugnata davanti alla cour d’appel, che esercita un controllo giurisdizionale pieno.
2. Un controllo ex post, non una tariffazione ex ante
Questo punto è essenziale per il lettore italiano: in Francia, il controllo interviene dopo, non prima. Il sistema non dice all’avvocato quanto deve chiedere; verifica a posteriori se quanto chiesto sia giustificato. È una logica di responsabilità professionale, non di amministrazione dei compensi.
3. Comparazione con l’Italia
In Italia, la contestazione degli onorari passa spesso attraverso il giudice ordinario, con riferimento ai parametri ministeriali. Il giudice “ricalcola” il compenso secondo tabelle. In Francia, al contrario, il controllo è più qualitativo: si valuta il lavoro svolto, la strategia, la complessità reale del dossier.
Questo rende il sistema francese meno prevedibile numericamente, ma più aderente alla realtà del lavoro intellettuale.
B. Differenze strutturali con il sistema italiano e implicazioni pratiche
1. Libertà contrattuale vs cultura tariffaria
Il sistema francese si fonda su una vera libertà contrattuale, mentre il sistema italiano resta influenzato da una cultura tariffaria residuale. Questo influisce sul comportamento degli avvocati, sul rapporto con il cliente e sulla percezione del valore della prestazione.
In Francia, l’avvocato vende un servizio giuridico personalizzato, non una prestazione standardizzata.
2. Effetti per il cliente italiano in Francia
Per un cliente italiano che si rivolge a un avvocato francese, ciò implica alcune regole d’oro:
discutere gli onorari prima,
leggere attentamente la convention d’honoraires,
comprendere cosa è incluso e cosa no,
non cercare un “equivalente delle tariffe italiane”.
Il sistema francese non è più caro o meno caro in assoluto: è diverso, e richiede un approccio diverso.
3. Una logica di responsabilizzazione reciproca
In definitiva, il sistema francese degli onorari responsabilizza entrambe le parti. L’avvocato deve giustificare il proprio compenso con il lavoro effettivo e la competenza; il cliente deve accettare che il diritto non è un prodotto industriale, ma un servizio ad alto valore aggiunto.
Conclusione
Capire come un avvocato francese fissa i propri onorari significa comprendere una filosofia giuridica fondata sulla libertà, sulla trasparenza e sulla responsabilità. Per il cliente italiano, questo richiede un cambiamento di prospettiva: meno tabelle, più dialogo; meno automatismi, più contratto.
La Francia non ha scelto un sistema meno protettivo, ma un sistema diverso, che valorizza la relazione avvocato-cliente e il contenuto reale del lavoro giuridico. È a questa condizione che la libertà degli onorari diventa uno strumento di equità, e non di arbitrarietà.




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